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NUOVE PROFESSIONI
La domanda di lavoro si orienta sulle professioni tecniche
di Federico Callegari, "L'economia della Marca Trevigiana", n.4 - 2008 Sono previste quasi 15.000 assunzioni in provincia, a fronte di 13.000 uscite. Traina il terziario, ma anche la meccanica e il mobile. In aumento la domanda di ingegneri. La quota di laureati richiesti passa dal 6,4% al 10,8%. Unioncamere nazionale ha reso noto i nuovi dati “Excelsior”, relativi alle previsioni di assunzione dichiarate dalle imprese per il 2008. Come ogni anno, l’indagine si rivela preziosa al fine di comprendere la dinamica occupazionale dei settori in termini tendenziali, nonchè l’evoluzione dei fabbisogni professionali. Anticipiamo qui le prime evidenze. Assunzioni previste per settore In provincia di Treviso sono previste 14.700 entrate (stagionali inclusi, pari a 1.930), a fronte di 13.130 uscite, per un saldo positivo di 1.570 assunzioni. Al netto degli stagionali le entrate previste sono 12.770, contro le 13.590 prospettate nel 2007. Per 2/3 il saldo entrate/uscite è determinato dai servizi, soprattutto dal credito e dai servizi alle imprese, che prevede 2.750 entrate a fronte di 2.080 uscite. Il saldo entrate/uscite nell’industria (costruzioni incluse) è positivo per 520 unità, e risulta determinato principalmente dai movimenti di assunzione nell’industria meccanica (2.430 entrate previste contro 2.130 uscite) e nel legno-arredo (1.030 entrate previste, contro 920 uscite). Gli altri settori hanno dinamiche occupazionali abbastanza in equilibrio, fra entrate ed uscite, mentre presentano saldi negativi il tessile-abbigliamento (-160) e l’industria dei minerali non metalliferi (-100): ad ogni modo, anche per questi settori sono previste assunzioni in sostituzione (parziale) del turn-over. Al netto degli stagionali, anche per il tessile-abbigliamento sono “desiderate” 660 assunzioni. Assunzioni per classi dimensionali delle imprese Guardando alla distribuzione delle assunzioni per classi dimensionali delle imprese si può notare che, ancora una volta, sono le medie imprese (con 50 dipendenti e oltre) a prevedere, in termini assoluti, il maggior numero di entrate (quasi 7.000 su 14.700). Peraltro, fatto 100 il numero delle medie imprese provinciali, oltre l’85% prevede di effettuare delle assunzioni per il 2008. Le microimprese (1-9 dipendenti) sono il secondo gruppo dimensionale a generare, in termini previsivi, un importante volume d’entrate (quasi 4.800): tuttavia, all’interno di questa classe, soltanto 19 imprese su 100 dichiarano di programmare assunzioni per l’anno in corso. Scende a 3.000 il volume delle entrate previste da parte delle imprese con 10-49 dipendenti: all’interno di questa categoria, ad ogni modo, 44 imprese su 100 è orientata ad effettuare assunzioni durante il 2008. Assunzioni per tipologia di contratto Se nel 2007 si registrava ancora una prevalenza delle assunzioni a tempo indeterminato (45,7% sul totale assunzioni) su quelle a tempo determinato (41,1%), nel 2008 la situazione si ribalta: nelle imprese diventa maggioritario, almeno nelle intenzioni, l’orientamento ad assumere a termine. Il 46,4% delle entrate è previsto con tale modalità contrattuale, contro il 42,6% di assunzioni a tempo indeterminato. Tendenza che si accentua nei servizi, dove oltre il 50% delle entrate sono prospettate a termine. A quota 8,7% si arresta il contratto di apprendistato, che invece lo scorso anno era stato prefigurato per il 10% delle assunzioni. Diversi sono i motivi del ricorso al contratto a tempo determinato: delle 6.800 assunzioni a termine ipotizzate in provincia per il 2008, la quota maggiore (31%) attiene alla copertura di picchi di attività; il 29% è finalizzato alla prova di nuovo personale; l’11% dei contratti sono invece effettuati per la sostituzione temporanea di personale (per maternità, aspettativa, ferie, malattia). Infine, un 28% di contratti a termine sono stipulati per assunzioni di carattere stagionale (le già menzionate 1.930 entrate), con durata inferiore ai sei mesi: questa tipologia di assunzioni interessa, in particolare, il sistema moda, l’industria alimentare e – soprattutto – i pubblici esercizi (alberghi, bar, ristoranti). La previsione 2008 di stagionali è di 250 unità inferiore a quanto previsto lo scorso anno (2.180). Scende leggermente anche il rapporto tra entrate stagionali e non stagionali che passa dal 16,0% al 15,1%. Le figure professionali richieste dalle imprese nel 2008 Restringendo l’analisi alle sole assunzioni non stagionali, entriamo ora nel cuore del Sistema informativo Excelsior, portando ad evidenza le figure professionali maggiormente richieste dalle imprese. È subito da sottolineare l’aumento di peso del gruppo delle “professioni tecniche e ad elevata specializzazione” (in tabella presentato in due blocchi distinti): sul totale delle assunzioni previste in provincia, il gruppo passa infatti dal 19,6% del 2007 al 21,6% del 2008. In valori assoluti, per il 2008 sono previste entrate per 2.760 unità. All’interno di questo gruppo ricoprono un posto di rilievo, per volumi delle richieste, i tecnici dell’amministrazione e dell’organizzazione (770) e i tecnici dei rapporti con i mercati (440). È notevole, in particolare, l’incremento di assunzioni previste per specialisti (e tecnici) delle scienze ingegneristiche e matematiche, definizione Istat dietro la quale “si celano” i progettisti e tecnici di processo: sommando le voci professionali fra loro affini, si contano, nel complesso, 890 previsioni di assunzione per queste figure, quando erano 610 nel 2007. La stessa incidenza, sul totale assunti, passa dal 4,5% al 7,0%. Stabile si presenta il gruppo dei “lavori impiegatizi”, il cui peso si conferma attorno all’11%, come nel 2007. Al suo interno, tuttavia, diminuisce vistosamente la domanda di personale di segreteria (da 680 a 340 assunzioni previste), mentre aumenta, in particolare, il personale addetto a funzioni logistiche (gestione stock ed approvvigionamenti: da 260 a 330). In lieve aumento (dal 18,1% al 18,7%) il gruppo delle “professioni correlate alle attività commerciali e dei servizi”: spiccano, per valori, come è facile intuire, gli addetti alle vendite al minuto e gli addetti ai pubblici esercizi (domanda stabile); mentre si distinguono, per dinamica, le professioni qualificate nei servizi sanitari (passano da 220 a 370). Cala, destando sorpresa, il peso degli “operai specializzati” dal (24,3% al 20%), compensato, quasi specularmente, dall’aumento di incidenza del gruppo “conduttori di impianti” (dal 18,9% al 21,8%). È facile immaginare che dietro questa oscillazione dei pesi vi sia qualche problema classificatorio, non essendo chiaro, per la sintassi del questionario Excelsior, se un operaio specializzato possa essere considerato anche un conduttore di impianti (difficile pensare diversamente, date le tecnologie spesso in gioco). Ignorando la distinzione fra i due gruppi, le professioni più richieste (e con dinamica stabile o in aumento) sono: - addetti alle rifiniture nelle costruzioni;
- meccanici montatori;
- ebanisti, falegnami, addetti trattamento legno;
- operai specializzati nelle lavorazioni alimentari;
- conduttori di catene di montaggio automatizzate e di robot industriali;
- operai addetti ai macchinari dell’industria tessile e dell’abbigliamento;
- addetti macchine per lavorazioni metalliche;
- conduttori di veicoli a motore (di pertinenza soprattutto del settore trasporti).
Sono inoltre da segnalare, per volumi delle richieste (ma avvertendo che sono in flessione rispetto al 2007) le seguenti figure: fonditori, saldatori, carpentieri; operai specializzati addetti alle costruzioni edili; addetti all’assemblaggio. In calo il gruppo delle professioni non qualificate (incidenza che passa dal 7,4 % al 6,6%). Al suo interno sono da menzionare le figure legate ai servizi di pulizia e il personale ausiliario di magazzino, comunque in ridimensionamento rispetto al 2007. Le assunzioni per titoli di studio Excelsior 2008 svela un altro aspetto importante: aumenta la domanda di laureati, la cui incidenza sul totale assunzioni passa, repentinamente, dal 6,4% (dato 2007) al 10,8%. Ma è l’intera domanda di lavoro trevigiana che conosce uno slittamento verso l’alto in termini di titoli di studio richiesti. Anche l’incidenza dei diplomati, infatti, passa dal 39,4% al 42,1%. Dunque per il 53% delle assunzioni previste le imprese guardano alla fascia alta dell’istruzione. In leggero aumento anche la domanda di personale in possesso di una qualifica professionale regionale (dal 6,8% al 8,5%), apprezzata probabilmente per la formazione pratica che essa dovrebbe garantire si neo-assunti. In calo, invece, la formazione professionale di Stato, titolo la cui incidenza passa dal 10,2% al 7,0%. Scende dal 37,2% al 31,6% la domanda di personale con scuola dell’obbligo (o comunque senza alcuna formazione specifica). Si tratta, come già detto, di prime anticipazioni. La ricchezza dell’indagine, e degli incroci possibili fra più variabili, rinvia necessariamente ad ulteriori approfondimenti, che non si faranno attendere.
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