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NUOVE PROFESSIONI
L'Unità provinciale per il reimpiego, un progetto di governo delle politiche del lavoro
di Roberto Santolamazza , "L'Economia della Marca Trevigiana" n.3 - 2008 Il seminario svoltosi il 29 maggio presso la CCIAA di Treviso rappresenta l’attività conclusiva del progetto “Unità provinciale per il reimpiego”, sviluppatosi nel biennio 2006-2008 sotto il coordinamento e la responsabilità tecnica di Treviso Tecnologia. Il progetto si è basato sull’individuazione di uno schema organizzativo aperto alla più ampia partecipazione di tutte le componenti del tessuto economico e protagoniste della governance del territorio trevigiano, rappresentando un elemento strategico sostanziale, da cui sono derivate tutte le linee operative per l’azione sul campo. Il progetto ha mirato a favorire l’incontro tra la domanda espressa dalle imprese e i lavoratori residenti in provincia in stato di mobilità o Cigs in seguito a chiusure o ristrutturazioni aziendali, sperimentando molteplici forme di collaborazione pubblico-private, sia nella mobilitazione delle componenti economico/sociali che nell’utilizzo diretto di risorse provenienti dalle imprese – attraverso la CCIAA – cui si sono aggiunte altre risorse, dalla Provincia di Treviso, per azioni di riqualificazione e formazione. Oltre all’articolata organizzazione per l’indirizzo e la gestione delle attività, il progetto si qualifica in maniera innovativa sicuramente per l’eterogeneità dei soggetti su cui ha operato e per le diverse modalità di approccio conseguenti. Infatti, diversamente da numerose esperienze esistenti di progetti finanziati sul territorio veneto a supporto di singole crisi aziendali – principalmente basati su risorse economiche di origine regionale -, questa iniziativa ha inciso su un insieme di lavoratori con storie e percorsi professionali molto diversi, anche in termini di periodi di ingresso e permanenza nella condizione di lavoratore in difficoltà. Elementi fondamentali di differenziazione sono senz’altro il settore di provenienza, non necessariamente industriale ma anche dell’artigianato e del commercio, e la dimensione della impresa stessa di origine, mediamente piccola o microimpresa. Questi elementi hanno condotto quindi a sviluppare una particolare attività di ascolto ed accompagnamento, mirata a progettare una azione personalizzata (P.A.I., Piano di azione individuale) sul lavoratore, anche in considerazione della rete sociale e familiare e collegata all’impresa stessa. D’altra parte, l’eterogeneità complessiva e una profonda attività analisi e di orientamento hanno visto lo sviluppo di alcuni percorsi di riqualificazione con il risultato di una forte distanza tra le posizioni di origine e di arrivo, più propriamente dal mondo manifatturiero a quello dei servizi. Una landing position scelta in numerosi casi, basata su un elevato investimento personale in formazione e coinvolgimento personale del lavoratore, è quella di “Operatore OO.SS.”, anche al fine di coniugare esigenze e situazioni familiari. Il progetto ha inoltre sperimentato un’innovativa forma di convenzione con gli operatori privati (Agenzie per il lavoro) autorizzati alla intermediazione, secondo un modello decisamente orientato al risultato occupazionale positivo, in analogia ad altri progetti regionali: assunzione a tempo indeterminato, o assunzione a tempo determinato per almeno 8 mesi continuativi nella stessa azienda. Tale collaborazione ha dimostrato come l’efficacia di queste collaborazioni sia proporzionale alla specializzazione verticale, e dunque ai settori di riferimento, in cui i singoli sono abituati ad operare, quindi alla capacità di fare matchmaking tra le figure professionali ricercate e le esperienze curriculari raccolte. La collaborazione costante con la Provincia di Treviso, quale referente istituzionale per il mercato del lavoro, ha permesso di accedere alla mappatura aggiornata dei lavoratori target potenziali del progetto, svolgendo l’attività presso i Centri per l’impiego di reclutamento, colloquio e definizione del profilo professionale dei singoli. Inoltre, ulteriori risorse hanno permesso di attivare significative azioni di sistema in termini di laboratori di orientamento e formazione, basate anche presso la struttura della Città dei mestieri, e azioni personalizzate di colloquio, orientamento e formazione, mirate a colmare gap professionali specifici in un’ottica di immediata ricollocazione del lavoratore. L’ampia partnership del progetto è stata inoltre protagonista di una specifica azione mirata alla ricollocazione dei lavoratori over 45 in difficoltà, finanziata dalla Regione Veneto e che terminerà nel 2008, operando in stretta condivisione di metodologie e strumenti con l’Unità per il reimpiego. Oltre allo sviluppo articolato delle attività e ai risultati conseguiti, quantitativi e qualitativi, raccontati dai componenti del nucleo di coordinamento Giuseppe Antonello e Paolino Barbiero, il seminario ha anche portato la testimonianza dei principali referenti territoriali per il policy making a livello locale nel campo della istruzione e del lavoro: Denis Farnea, assessore alle Formazione professionale e Politiche per l’occupazione della Provincia di Treviso, Sergio Rosato, direttore di Veneto Lavoro e Elena Donazzan, assessore alle Politiche della istruzione e della formazione della Regione Veneto. Ha concluso il seminario il presidente della CCIAA di Treviso Federico Tessari. Il messaggio di fondo che ne è emerso evidenzia come organizzando in rete le risorse e le strutture esistenti sia possibile, con una struttura snella, contenere al massimo i costi di gestione delle attività, concentrando le risorse per il sostegno ai servizi diretti al reimpiego dei lavoratori, esaltando le competenze centrali di ciascun soggetto. A conclusione delle attività è possibile identificare il valore ed il significato che questo progetto, articolato e complesso, ha rappresentato per Treviso Tecnologia, Azienda speciale per l’innovazione tecnologica e quindi apparentemente lontana dai temi affrontati, in alcuni elementi fondamentali: - centralità della persona, per la definizione di azioni efficaci e personalizzate su professionalità e competenze;
- innovazione, per un approccio condiviso al fine della mobilitazione di tutti gli attori del territorio per l’utilizzo delle competenze core;
- utilizzo delle tecnologie, per la migliore efficienza in termini comunicativi, informativi e didattici sia all’interno della organizzazione che verso gli utenti finali;
- motivazione al lavoro, per uno stimolo personale ad azioni di ricerca attiva del lavoro e di autostima e consapevolezza;
- apertura nella identificazione di possibili alternative, oltre ad una visione convenzionale orientata al riposizionamento in aziende analoghe a quella di provenienza;
- condivisione delle esperienze positive e negative, per una migliore conoscenza dei lavoratori, delle imprese e del territorio.
A ben guardare, questi ingredienti hanno valenza universale e hanno contribuito ad arricchire la nostra visione dell’innovazione, visto che si è dimostrato ancora una volta che siamo in presenza di progresso o miglioramento solo quando questo è accessibile a ciascuno di noi.
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