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Formazione lavoro
“Unità per il Reimpiego”: i risultati del progetto nato dalla innovativa partnership tra soggetti pubblici e privati del territorio trevigiano
456 lavoratori in mobilità o cassa integrazione e residenti in provincia di Treviso coinvolti in percorsi di ricollocazione fortemente personalizzati. E' tornato al lavoro il 57,9% dei partecipanti.
“L'Unità per il reimpiego di Treviso. Un caso di governo delle politiche del lavoro”: è questo il titolo della pubblicazione, presentata oggi giovedì 29 maggio presso la Camera di Commercio di Treviso, che racchiude i risultati dell'impegnativo progetto “Unità per il reimpiego”, finanziato dalla Camera di Commercio e volto ad agevolare l'incontro tra domanda espressa dalle imprese e i lavoratori non attivi, favorendone il reimpiego.
Il percorso, avviato a livello operativo nel maggio 2006, presenta numerosi aspetti innovativi: a cominciare dalla partnership che l'ha voluto, ideato e realizzato, costituitasi nell'Associazione temporanea di scopo (ATS) che vede come capofila Treviso Tecnologia, azienda speciale della Camera di Commercio di Treviso (ente che ha finanziato il progetto), e come soci Unindustria Treviso, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Unascom, Coldiretti (parti datoriali), e CGIL, CISL e UIL provinciali (parti sindacali), e come partner la Provincia di Treviso (il progetto è previsto nel Piano Strategico).
“La vera forza del progetto - ha esordito Federico Tessari, presidente della Camera di Commercio - è il fatto di essere un percorso di accompagnamento che ha come focus il capitale umano, vero centro del nostro sistema economico”.
“In un momento di difficoltà del territorio, tutti gli attori sociali si sono riuniti in una logica propositiva, - ha spiegato l'Assessore provinciale al Lavoro Denis Farnea - al di là dei dati numerici incoraggianti, l'aspetto più importante è l'aver concertato un accordo tra pubblico e privato. Da questo accordo di governance del territorio è scaturito anche il prossimo Piano Provinciale del Lavoro recentemente presentato in Provincia”. Infatti, il progetto, in cui sono stati coinvolti 456 lavoratori in mobilità o in cassa integrazione residenti in provincia di Treviso, ha potuto contare sull'apporto dei Centri per l'impiego della Provincia (CPI) sulla base delle liste di mobilità, su casi aziendali noti, segnalazioni delle associazioni di categoria, autocandidature ed anche su una decina di agenzie di somministrazione del lavoro. “Lo scopo ultimo del progetto - ha sottolineato Roberto Santolamazza, direttore di Treviso Tecnologia - è stato quello di offrire ai lavoratori, un panorama quanto mai eterogeneo per età, titolo di studio, esperienza e provenienza lavorativa, un'occupazione stabile e non una soluzione “tappabuchi”.
La collaborazione con la Provincia ha permesso di definire un innovativo insieme di azioni di orientamento e formazione, finanziato da risorse economiche aggiuntive proprie: seminari orientativi, percorsi di orientamento formativi, percorsi di accompagnamento all'inserimento lavorativo. Non solo, sono stati previsti anche percorsi di “prima formazione” con lo scopo di aiutare i lavoratori a migliorare le competenze trasversali basilari per un efficace inserimento nel mondo del lavoro, percorsi di aggiornamento o riqualificazione. In sostanza, percorsi formativi personalizzati elaborati in funzione di un progetto professionale che hanno permesso di sostenere quei processi di cambiamento personale e professionale che un percorso di ricollocazione richiede e che hanno rappresentato, oltre che uno spazio di confronto per tutta la durata del progetto, anche un terreno di condivisione e collaborazione tra servizi pubblici, enti e agenzie.
Apprezzabili i risultati: al termine del progetto, che si è concluso con il 2007, dei 456 lavoratori coinvolti ne sono stati ricollocati 264, il 57,9 per cento del totale.
Paolino Barbiero, segretario provinciale della Cgil intervenuto in rappresentanza delle parti sindacali, ha evidenziato che le crisi aziendali sono più che raddoppiate nel primo trimestre del 2008 rispetto al medesimo periodo 2007 (36 contro 15) e che i nuovi ingressi nelle liste di mobilità nel primo trimestre 2008 hanno subito un incremento del 5% rispetto al periodo corrispondente 2007. E ha sottolineato come il progetto sia il primo caso nel territorio di investimento rivolto ai lavoratori concordato con le parti sindacali; “L'augurio - ha aggiunto - è che da attività sperimentale esso possa diventare un servizio strutturato”.
Al convegno è intervenuto anche Giuseppe Antonello del coordinamento delle associazioni datoriali, che, tra i punti di forza del progetto “Unità per il reimpiego” ha puntato i riflettori sull'integrazione con altri percorsi analoghi, sull'azione educativa svolta nei confronti dei lavoratori, sulla valorizzazione di stage e tirocini e sul fatto di favorire l'impiego in aziende medio piccole, il vero tessuto economico locale. Antonello ha però elencato anche alcune criticità, tra queste l'entrata a regime non immediata del sistema avviato dal progetto, la difficoltà di contattare i lavoratori e le reticenze delle agenzie di lavoro e dell'opinione pubblica.
Sergio Rosato, direttore di Veneto Lavoro, ha però spiegato come, in realtà, tali criticità non siano proprie del progetto ma siano legate a carenze strutturali del processo di adeguamento del mercato del lavoro moderno.
Quali prospettive ora? “Il progetto, sperimentale, si è chiuso - ha concluso Santolamazza - tuttavia ha gettato importanti basi per azioni future, valorizzando la collaborazione tra attori del territorio”.
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