Da qualche anno alla mia attività di consulente per l'online di molte aziende, ho affiancato una carriera da formatore, culminata nel 2008 con un insegnamento molto particolare: la cattedra di Sociologia dei Consumi, laboratorio avanzato, presso lo IULM di Milano.
Ho deciso di orientare l'intero corso sul web, indagando con gli studenti le evoluzioni e il cambiamento nell'orientamento al consumo di migliaia e migliaia di utenti italiani. L'articolo che state per leggere è una sorta di adattamento del mio corso verso un pubblico specializzato, magari composto da aziende, piccoli imprenditori e operatori del settore. Nella speranza, forse ardita, che da alcune mie riflessioni essi possano trovare nuove ispirazioni e nuove prospettive.
La coda lunga
Le teorie socio-economiche partorite nell'ambito dei nuovi media sono un po' come la moda: per essere “à la page” nei vari convegni, seminari, barcamp dobbiamo toccare il tasto nevralgico dell'autore più in voga del momento. Quindi vi avverto subito che ciò di cui andiamo a scrivere ora non è più alla moda, soprattutto in Italia.
Dovete sapere che quando un paradigma, ma anche una sola, semplice intuizione geniale viene partorita fuori dall'ambito accademico, le cattedre universitarie impazziscono di gelosia e fanno a gara a chi per primo trova una smentita efficace e risolutoria. Con la Coda Lunga è andata esattamente così.
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