Fonte: Codice Internet
Il 10 ottobre 2008 a Milano Ottagono Oreste Pollicino, professore associato di diritto dell'informatica dell'Università Bocconi, Juan Carlos de Martin, responsabile Creative Commons Italia, e Massimo Mantellini, hanno parlato del rapporto tra Internet e diritto.
Mantellini: Internet permette di esprimere se stessi attraverso video o altro e di condividerli con altre persone proprio grazie alla sua natura multimediale.
De Martin: Secondo il diritto d'autore se per i contenuti pubblicati non viene specificato nulla, i contenuti hanno automaticamente tutti i diritti riservati. Creative commons è l'alternativa a questo proponendo sei licenze di diritto d'autore modulari, in cui è l'autore del contenuto che decide a che livello condividere il proprio materiale.
Pollicino: Una volta pubblicato materiale in internet, le tracce di questo rimangono per molti anni, e si rischia che non vengano cancellate cose di cui non si vorrebbe far sapere.
Mantellini: La grande maggioranza degli utenti della rete non ha ben chiaro cosa succede mettendo online i propri dati o le proprie parole, esistono però degli strumenti per fare in modo che i nostri dati non vengano indicizzati. Il 90% del materiale è coperto da copyright e non utilizzabile e riutilizzabile da nessuno. Con internet chiunque può prendere un libro e metterlo online, come condivisione della cultura, ma c'è il limite del copyright della durata di 100 anni. E' necessario che la tutela dei diritti si riduca per far girare le informazioni.
Pollicino: Internet agevola lo scambio di informazioni, che non sono solo un bene, ma favoriscono l'uguaglianza, dando lo stesso accesso alla cultura a tutti, senza divisioni.
Il rischio della condivisione delle informazioni è di trovarsi anni dopo con un dato che può essere dannoso. La condivisione della musica online ha in sè la problematica di bilanciare due interessi contrapposti: il copyright degli autori e la privacy degli utenti che scaricano la musica. Questa controversia è già stata discussa in giurisprudenza nel famoso caso Peppermint.
Mantellini: In Italia il problema della condivisione (file sharing) non trova delle leggi adeguate che regolino questa situazione.
Pollicino: Non è possibile identificare una persona come pirata solo perchè usa uno strumento che prima non c'era, gli strumenti tecnologici permettono di fare quello che dieci anni fa non era consentito e non è possibile applicare un diritto che fotografa una situazione vecchia. Queste asimmetrie si ripercuotono sui consumatori.
De Martin: Quando parliamo di condivisione, non parliamo di un qualcosa di nuovo, ma guardando in prospettiva storica, ci rendiamo conto che le opere sono state create per pubblico dominio, non per la proprietà.
Pollicino: Sui social network navigano i cacciatori di teste, e i futuri datori di lavoro. L'identità personale di un soggetto non coincide mai con l'identità digitale perchè è frammentata.
Mantellini: per gli utenti dovrebbe essere tutelato il diritto all'oblio, cioè il diritto ad essere dimenticato dalla rete, avendo il diritto di essere messi in condizione di scegliere cosa condividere e cosa no. Con Internet cambia la memoria delle cose che facciamo.
De Martin: Al Jazera ha messo tutti i contenuti su YouTube in modo da raggiungere più audience possibile.
Pollicino: Internet va presa come una risorsa di divulgazione, non come un nemico da contrastare.
Per saperne di più: Codice Internet