Fonte: Codice Internet
Il 12 ottobre a Milano Ottagono c'erano Giorgio De Michelis, direttore del dipartimento di informatica, sistemistiche e comunicazione dell'Università Bicocca, e Luca Baroldi Torelli, medico chirurgo, specialista in cardiologia, che hanno parlato di Internet e scienza & ambiente.
De Michelis: è fondamentale avere strumenti diversi a seconda delle cose che si vogliono fare con il pc. L'italianità gioca un ruolo fondamentale, soprattutto perchè facciamo progetti partendo dal cliente e dalle sue esigenze.
Baroldi Torelli: in Italia siamo ancora abbastanza agli inizi per quanto riguarda l'interazione tra tecnologia/internet e medicina. C'è la necessità di riportare il paziente al centro del sistema, questo è possibile grazie ad Internet con un accesso ad applicazioni pratiche e il controllo del paziente 24 ore su 24. Il diffondersi della telemedicina deve ancora lottare con ostacoli di tipo culturale. La telemedicina potrà permettere l'assistenza da qualsiasi angolo del mondo, questo è il futuro al quale dobbiamo guardare e aspirare.
Per migliorare la cura dei pazienti bisognerebbe creare una cartella clinica elettronica, dando al paziente una tessera con una password, con la quale dovunque esso sia è possibile vedere tutta la sua storia clinica e fare una diagnosi.
Con internet è possibile avere una razionalizzazione delle informazioni e un supporto al paziente che prima non potevamo nemmeno immaginare.
De Michelis: nella creazione di nuove cose si deve partire sempre dalle esigenze delle persone.
Baroldi Torelli: contro la diffidenza culturale verso le nuove tecnologie, bisogna fornire agli utenti un network informatico che semplifichi la vita, evitando code e velocizzando tutto.
De Michelis: in Italia non si crea o produce più nulla, ma si cercano le soluzioni già pronte altrove, il mercato dell'informatica italiano è dominato dalle multinazionali.
Baroldi Torelli: Internet sta già affiancando il lavoro di medicina sul territorio e negli ospedali. La cartella clinica elettronica è già presente, è solo poco utilizzata e non ha uno standard unico. Questa deve essere il futuro per il medico che avrà la facoltà di accedere ai dati del paziente.
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