Il Phishing: un fenomeno che preoccupa aziende e consumatori
di Laura Zammataro - Consulente di diritto informatico
L’ultima frontiera della frode informatica si chiama “phishing”. Il termine, coniato dalla storpiatura del vocabolo inglese “fishing” ( = pescare ) associato a “phreaking” ( una sorta di intrusione nei sistemi informatici ), sta ad indicare una tecnica fraudolenta che punta ad ottenere i dati personali di clienti di banche, servizi finanziari e servizi online, convincendo con falsi pretesti l’utente a fornire spontaneamente i propri codici, le proprie password e i dati di carta di credito. Tale tecnica può anche essere utilizzata per appropriarsi a scopo fraudolento di qualsiasi altro dato, in particolare quelli sensibili, cioè quelli relativi allo stato di salute, all’origine razziale, alle convinzioni politiche, religiose, filosofiche, ecc…, tuttavia, i casi più eclatanti di phishing rimangono quelli messi a segno in danno di istituiti bancari e finanziari.
Il fenomeno del phishing è stato oggetto di un’approfondita ricerca condotta dall’autorevole Wall Street Journal che è servita a tracciare un preciso identikit dei c.d. phisher . Si tratterebbe, nella maggior parte dei casi, di gruppi organizzati secondo il principio della suddivisione dei compiti, ma non di vere e proprie organizzazioni per delinquere. In sostanza ci sarebbe chi invia le mail per ingannare l’utente, chi organizza dal punto di vista grafico il sito web “civetta”, chi ricerca i sistemi vulnerabili e chi si occupa di monetizzare la truffa. Si tratterebbe quindi di una sorta di comunità ristretta, basata su gerachie piramidali.
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