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Finanziamenti comunitari per le PMI

Imprese ICT: obiettivi e misure di finanziamento Ue

di Renato Chahinian - Esperto in sviluppo economico – già Segretario Generale della Camera di Commercio di Treviso


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Web Dieci ha pubblicato nel corso del 2008 una serie di articoli relativi ai finanziamenti comunitari per le imprese (soprattutto PMI) che producono o utilizzano strumenti o metodologie di ICT. Per meglio orientare il lettore nell'ambito dei diversi fondi e tipi di finanziamento disponibili che sono stati presentati negli articoli precedenti, è opportuno ora predisporre una breve sintesi delle possibilità di accesso ai fondi medesimi e delle principali modalità operative necessarie.

In linea generale, si può osservare che questi finanziamenti sono indirizzati agli obiettivi di sviluppo della Comunità Europea fissati per il periodo 2007/2013 e che i principali obiettivi generali che interessano le attività economiche sono:
1. competitività per la crescita e l'occupazione;
2. coesione economica e sociale per la crescita e l'occupazione;
3. conservazione e gestione delle risorse.
Tutti tre questi obiettivi mirano alla crescita economica e pertanto riguardano anche le tecniche ICT, le cui applicazioni aziendali, se correttamente realizzate, portano, a parità di altre condizioni, ad un incremento dei ricavi e/o ad una diminuzione dei costi, che generano quindi un maggior valore aggiunto il quale costituisce l'elemento fondamentale della crescita aziendale e del sistema economico, come desiderato dalla programmazione comunitaria.
Ma per favorire questo processo virtuoso, non sempre così palese come è stato descritto e comunque non esente da rischi di insuccesso, l'Unione Europea mette a disposizione copiosi fondi che in pratica si concretizzano in contributi alle imprese, ossia in finanziamenti in conto capitale, senza cioè l'onere della restituzione (e tanto meno degli interessi). In questo modo, viene abbattuto notevolmente il costo dell'investimento, mentre i suoi benefici (in termini di valore aggiunto e di altri risultati economici) permangono. È chiaro che allora aumenta la produttività del capitale privato e quindi l'impresa è maggiormente indotta a compiere l'investimento anche se il rischio dell'innovazione (tutti gli investimenti in ICT sono più o meno innovativi) è consistente.
Le imprese vengono così ad avere un duplice beneficio accedendo ai fondi comunitari:
- quello relativo all'investimento in ICT che eleva la produttività e la crescita, anche se con un certo rischio;
- quello relativo al finanziamento comunitario a fondo perduto, che abbassa il rischio medesimo in quanto permette di conseguire margini più elevati che quindi coprono più velocemente il costo dell'investimento e l'esigenza di una sua adeguata remunerazione, riducendo così il rischio di insolvenza o anche quello di insufficiente economicità.
Ciò deve essere tenuto in debita considerazione dalle imprese, soprattutto dalle PMI, che quindi dovrebbero essere più sensibili alla partecipazione a progetti comunitari, i quali, sebbene richiedano indubbiamente tempi ed oneri amministrativi superiori, alla fine possono procurare vantaggi economici non indifferenti su iniziative che comunque l'azienda prima o poi dovrebbe realizzare se vuole continuare a rimanere produttiva e competitiva sul mercato.


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