di Filippo Mazzariol, "L'Economia della Marca Trevigiana", n.1 - 2006
Con il compromesso raggiunto al Consiglio europeo di metà dicembre è definitivamente sfumata la possibilità di veder raddoppiato il bilancio per il VII Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico dell'Unione Europea (VIIPQ), ovvero del principale strumento di finanziamento della ricerca in Europa.
Per il Commissario europeo alla ricerca Potocnik è infatti giunto il momento di definire le priorità del settore in modo più dettagliato e di concentrare le risorse sugli aspetti del programma che offrono un maggior valore aggiunto, sia per quanto riguarda la dimensione europea della ricerca sia in termini di trasformazione delle conoscenze in crescita sostenibile.
Avendo già contribuito alla definizione delle proposte per il VIIPQ tramite le proprie agende strategiche di ricerca, le Piattaforme Tecnologiche Europee (PTE) daranno il loro contributo al processo di elaborazione dei programmi di lavoro specifici del VIIPQ, collaborando strettamente con i servizi della Commissione Europea.

Pur nutrendo grandi aspettative circa ruolo che le Piattaforme Tecnologiche Europee potrebbero rivestire nell'ambito della strategia comunitaria per la crescita e l'occupazione, il Commissario ha avvertito che il loro successo futuro sarà determinato da due fattori cruciali.
Le piattaforme devono innanzitutto dimostrare apertura e trasparenza per evitare di essere percepite come un club esclusivo che rappresenta gli interessi ristretti dell'industria. "Il secondo fattore consiste nell'evitare la dispersione con una piattaforma tecnologica per ogni argomento o lobby esistente", ha aggiunto il Commissario.
Ma che cosa sono esattamente le PTE? Analizziamole più in dettaglio.
Sostanzialmente, si tratta di organizzazioni private informali che si propongono di promuovere i partenariati tra il settore pubblico e quello privato in settori strategici per la ricerca e l'innovazione a livello comunitario.
Le PTE intendono rendere più competitiva l'Europa nei settori emergenti, conformemente alla linea della Strategia di Lisbona (“rendere l'Europa l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo”).
Gli obiettivi perseguiti dalle PTE si possono così riassumere:
- individuare le priorità tematiche strategiche per l'Europa in ambiti di rilevanza industriale;
- definire programmi di R&S per obiettivi prestabiliti che consentano all'Europa di rafforzare la propria competitività a livello mondiale;
- mobilitare una massa critica di risorse europee sia pubbliche che private;
- favorire la collaborazione tra tutti gli attori (pubblici e privati) della ricerca e dell'innovazione a livello europeo, nazionale e regionale.
Attualmente, le Piattaforme Tecnologiche Europee operative sono ventotto.