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TECNOLOGIA, MEDIA & TELECOMUNICAZIONI

Servizio di segnalazione nuove tecnologie


Dall’alta tecnologia ai settori tradizionali: plasma e robotica

"L'Economia della Marca Trevigiana", n.2 -2006. Fonte: RIDITT


RIDITT, la Rete Italiana per la Diffusione dell’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico alle imprese, segnala alcune tecnologie a disposizione delle imprese messe a punto dai principali laboratori e centri di ricerca italiani.Due tecnologie sviluppate rispettivamente negli ambiti della fisica delle alte energie e della ricerca aerospaziale, si traducono in interessanti opportunità per le imprese italiane, anche di settori tradizionali come il tessile e la logistica di stabilimento.Le soluzioni innovative, sviluppate presso il Centro Ricerche del CNR di Biella e il Centro Studi e Attività Spaziali dell’Università di Padova e di Trento, vengono segnalate nell’ambito della rete italiana per l’innovazione industriale (RIDITT, www.riditt.it) promossa dal Ministero delle Attività Produttive e gestita dall’IPI (Istituto per la Promozione Industriale).


BIELLA: PLASMA PER LA QUALITÀ DEI TESSUTI

Le antiestetiche “palline” che si formano sui vestiti di lana e cotone vengono in genere trattate con applicazioni enzimatiche. A Biella, un gruppo di ricercatori dell’Istituto per lo Studio delle Macromolecole del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR - ISMAC) ha di recente messo a punto una nuova tecnologia basata sul plasma freddo.

Il pilling è un processo fisico che può avvenire sulla superficie dei tessuti e che porta alla formazione di piccole sfere irregolari di fibre chiamate pills e che tutti conosciamo come “palline”. Queste ultime possono essere sconfitte attraverso l’arricchimento al plasma dei tessuti, con una tecnologia ecologica e rispettosa dell'ambiente.

“Il trattamento reattivo con plasma freddo a radio frequenza”, spiega Giorgio Mazzuchetti, responsabile dell’ISMAC di Biella, “è una delle tecnologie più promettenti per la modificazione superficiale dei materiali tessili e mostra vantaggi peculiari rispetto alle tecniche tradizionali: basso impatto ambientale, basso consumo di energia e di gas di processo. Inoltre offre la possibilità di modificare la superficie esterna del materiale senza alterare le proprietà chimico-fisiche del substrato”.

L’impiego del plasma in campo tessile laniero rende possibile non solo il superamento del fastidioso problema del pilling, ma anche il miglioramento delle caratteristiche di tingibilità, idrofilia e antifeltrabilità dei tessuti e, in generale, lo sviluppo di tessuti “intelligenti”.

La tecnologia si basa sulla deposizione di un film siliconico, di spessore nanometrico, sui tessuti mediante plasma: in sintesi, il tessuto viene inserito in una camera in cui viene creato il vuoto, successivamente si fornisce al sistema energia tramite un generatore a radio frequenza e contemporaneamente si inietta nella camera un gas organico monomero. I tessuti trattati hanno dimostrato con successo di presentare una netta diminuzione, per dimensione e numero, del grado di pilling rispetto a quelli non trattati. Risultati positivi hanno dato anche i test sulla resistenza al lavaggio e allo sfregamento del film siliconico deposto, confermando un alto grado di aggraffaggio del polimero, il che rende l’azione anti-pilling persistente anche dopo condizioni di stress dovute al normale utilizzo di un capo.


DAI VEICOLI SPAZIALI AI ROBOT INDUSTRIALI

Una tecnologia innovativa, sviluppata dai ricercatori del Centro Studi e Attività Spaziali (CISAS) dell’Università di Padova e di Trento, apre le porte a nuovi scenari di applicazione per gli “unmanned vehicles”, i veicoli autonomi senza pilota usati nelle missioni spaziali per raccogliere campioni e muoversi in ambienti ostili.

Attualmente, nei sistemi di movimentazione industriale (i cosiddetti AGV – Automated Guided Vehicles) la navigazione dei veicoli autonomi per la movimentazione di componenti o prodotti finiti, avviene infatti prevalentemente in ambienti definiti e secondo percorsi pre-programmati. La nuova tecnologia sviluppata dal CISAS consente invece di impiegare sistemi di movimentazione adatti ad ambienti complessi e che si riconfigurano in maniera non prevedibile.

In particolare, il nuovo sistema integra a bordo del veicolo sensori inerziali a infrarossi e a triangolazione laser con tecniche di fusione sensoriale e algoritmi per il monitoraggio dell’ambiente e del percorso e per la creazione di mappe virtuali. La tecnologia, completata da strumenti per la comunicazione wireless con la centrale di controllo, rende possibile una stima della posizione e dell’assetto (con un margine di errore di soli 5 millimetri in un percorso di 25 metri) che prescinde dalla presenza di riferimenti noti all’interno dell’ambiente in cui il veicolo opera. Grazie a tale sistema, il robot diviene sensibile alla prossimità di persone o cose e riesce a gestire autonomamente la propria navigazione, definendo un percorso ottimale a partire dalla conoscenza delle sole posizioni di partenza e arrivo.

In ambito industriale, il nuovo robot si presta all’automatizzazione delle operazioni di carico e scarico di pallet, anche in posizione casuale, in ambienti complessi, nonché alla navigazione in tratti esterni tra capannoni industriali. Le potenzialità insite nel veicolo autonomo lo rendono inoltre particolarmente adatto a layout industriali flessibili e dinamici. La tecnologia può infine essere impiegata per aumentare la sicurezza intrinseca dei sistemi di movimentazione, introducendo la verifica ridondante del funzionamento del set di sensori dedicati alla navigazione.Anche in campo civile, però, si possono individuare interessanti applicazioni che prevedono la necessità di spostare oggetti in modalità autonoma all’interno di ambienti frequentati da persone, e con la possibilità di interagire con queste. Si pensi infatti alle applicazioni domotiche legate ad esempio ad elettrodomestici di pulitura e servizio in grado di esplorare percorsi, memorizzarli e ripeterli.

Senza trascurare, infine il potenziale impiego di tali sistemi in ambito agricolo, in relazione alla navigazione su terreni accidentati e alla mobilità autonoma tra alberi o filari coltivati.






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