La recente comparsa sul mercato dell'iPad ha comportato una riflessione profonda sull'interfaccia uomo-macchina anche nel più variegato mondo della comunicazione, con importanti riflessi sulla comunicazione pubblicitaria (advertising). Per effetto di tecnologie emergenti, ma anche di fenomeni più vasti che si erano messi in moto da tempo, ma che solo ora diventano ben visibili, sta cambiando il paradigma stesso della comunicazione, e anche alle PMI è utile comprendere da subito la direzione verso cui essa si sta muovendo per anticipare qualche mossa e guadagnare posizioni rispetto ai concorrenti e sul mercato.
Val la pena di comprendere come cambia innanzitutto lo scenario della pubblicità sui nuovi media:
nel 2009 si è assistito ad un'importante crescita degli investimenti online in Europa, saliti a quasi 15 milioni di euro con una crescita del 5% rispetto all'anno precedente. Benchè televisioni e giornali affermino di essere canali insostituibili di comunicazione, ciò non è più vero per ampie fasce di popolazione che sono target interessanti per gli investitori, ad esempio i giovani di alta scolarità nella fascia 25-35 anni. La quota italiana degli investimenti in advertising online è ancora abbastanza modesta, 850 milioni di euro nel 2009, con una crescita però nell'anno del 6,4%, perciò superiore alla media europea. L'Italia è il quarto mercato europeo per l'advertising online quanto a dimensione assoluta, dietro a Regno Unito, Germania e Francia, poco avanti l'Olanda e la Spagna, però come market share rispetto agli altri mezzi di pubblicità tradizionale con il 10,3%, l'Italia resta molto indietro, solo al quattordicesimo posto in europa, sopravanzata non solo dalla Spagna, ma anche dai Paesi Nordici, dalla Polonia e dalla Russia. La previsione condivisa dagli operatori è di un raddoppio della pubblicità online in Europa tra il 2010 e il 2015, e in particolare per l'Italia una crescita dell'11,5% nel 2010 e addirittura del 17,5% nel 2011. Per le PMI che effettuano investimenti in pubblicità, è indispensabile pertanto cominciare da subito una rivisitazione del proprio modello di advertising, dirottando parte del budget, se non è stato ancora fatto, verso gli investimenti online.
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