Questa è una delle domande cui tenta di dare risposta il rapporto “Analisi dei settori industriali”, redatto dal Servizio studi di Banca Intesa e da Prometeia, e che tratteggia le prospettive di medio termine del manifatturiero italiano. La prima conclusione, non sorprendente, è che nel 2010 l’industria manifatturiera italiana sarà maggiormente specializzata nei settori a medio-alta tecnologia, soprattutto della meccanica e dell’elettrotecnica e nei comparti collegati all’alimentare e al medicale-farmaceutico. In questi settori, anche negli ultimi difficili anni le imprese italiane sono riuscite ad aumentare le proprie quote di mercato e le proprie esportazioni. Queste aziende saranno in grado di migliorare le proprie condizioni di redditività facendo leva sull’innovazione di prodotto e di processo.
Se la strada indicata appare persino scontata, considerata la sempre maggiore competizione da parte di paesi con un minor costo della manodopera e la contemporanea apertura in questi di ampi mercati per i prodotti più evoluti del made in Italy, difficile è prevedere come e quanto il tessuto delle PMI italiane si adatterà alla nuova situazione.
Tra i principali ostacoli all’innovazione che aziende medie e piccole incontrano c’è senza dubbio la difficoltà di affrontare grossi investimenti (e vale la pena di notare come ad oggi il Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione, ovvero il piano europeo di finanziamenti in questo ambito, ha un budget previsto per i prossimi cinque anni pari a circa un decimo di quanto stanziato per il settore agricolo nel solo 2005).
Attenzione,
l’accesso ai documenti è riservato agli utenti iscritti al portale.
Se sei già registrato inserisci username e password nell'apposito spazio in alto a destra su questa pagina.
Se hai dimenticato username o password
Se non sei ancora un utente registrato, fallo subito!