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MEDIA E TELECOMUNICAZIONI

Il futuro dei processi manifatturieri per le PMI

di Roberto Polesel - R&D Manager di Euclid Labs

Data pubblicazione: 14/02/2007
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Questa è una delle domande cui tenta di dare risposta il rapporto “Analisi dei settori industriali”, redatto dal Servizio studi di Banca Intesa e da Prometeia, e che tratteggia le prospettive di medio termine del manifatturiero italiano. La prima conclusione, non sorprendente, è che nel 2010 l’industria manifatturiera italiana sarà maggiormente specializzata nei settori a medio-alta tecnologia, soprattutto della meccanica e dell’elettrotecnica e nei comparti collegati all’alimentare e al medicale-farmaceutico. In questi settori, anche negli ultimi difficili anni le imprese italiane sono riuscite ad aumentare le proprie quote di mercato e le proprie esportazioni. Queste aziende saranno in grado di migliorare le proprie condizioni di redditività facendo leva sull’innovazione di prodotto e di processo.



Se la strada indicata appare persino scontata, considerata la sempre maggiore competizione da parte di paesi con un minor costo della manodopera e la contemporanea apertura in questi di ampi mercati per i prodotti più evoluti del made in Italy, difficile è prevedere come e quanto il tessuto delle PMI italiane si adatterà alla nuova situazione.



Tra i principali ostacoli all’innovazione che aziende medie e piccole incontrano c’è senza dubbio la difficoltà di affrontare grossi investimenti (e vale la pena di notare come ad oggi il Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione, ovvero il piano europeo di finanziamenti in questo ambito, ha un budget previsto per i prossimi cinque anni pari a circa un decimo di quanto stanziato per il settore agricolo nel solo 2005).





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