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Iniziative della Camera di Commercio

Giornata dell'Economia: Propensione all'innovazione


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Di seguito viene presentato un abstract sull'innovozione tratto dal dossier dell'8° Giornata dell'Economia, tenutasi presso la Camera di Commercio di Treviso, il 7 maggio 2010.  Il dossier è stato curato dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Treviso.

Tratto da "L'Economia della Marca Trevigiana", n.3 - 2010.

Vengono esaminati alcuni indicatori classici relativi alla propensione all'innovazione di un territorio: gli strumenti a tutela della proprietà industriale (depositi di brevetti, di marchi d'impresa, di modelli di utilità, di disegni o modelli), la struttura degli scambi internazionali di tecnologia (bilancia tecnologica dei pagamenti), la consistenza delle risorse economiche destinate alla spesa per Ricerca & Sviluppo.

Proprietà industriale

L'Ufficio italiano Brevetti e Marchi rende disponibili i dati relativi ai depositi di brevetti ripartiti per le principali tipologie: invenzioni industriali, modelli di utilità, disegni o modelli, marchi di impresa.

Ai vertici della graduatoria 2009 delle province d'Italia per totale di depositi, rimangono immutate nel tempo le posizioni di Milano, Roma, Torino. Costante è anche la presenza di ben quattro delle province venete tra le prime quindici posizioni, nell'ordine: Padova, Verona, Treviso (in decima posizione), Vicenza.

Nell'analisi territoriale è immediato osservare che dei 66.613 brevetti depositati nel 2009 a livello nazionale, 6.102 sono pertinenti al Veneto (9,2%) e di questi 1.190 riguardano la nostra provincia (19,5% del dato regionale).

Treviso si distingue per 242 depositi per invenzioni che pesati sul totale regionale sono pari al 18,8%; 871 depositi riguardano i marchi (19,6%); 47 sono i depositi per modelli di utilità (20,3%); 30 infine sono i depositi per disegni o modelli (22,2% sul totale regionale).

Fra le imprese del trevigiano il marchio si conferma dunque quale principale strumento utilizzato per la tutela della proprietà: nel 2009 essi sono infatti il 73,2% del totale dei depositi brevettuali provinciali, il 72,9% di quelli veneti e l'80,2% di quelli nazionali.

Analizzando i brevetti depositati ogni 1.000 imprese attive, Treviso si ferma a 10,9 depositi ogni 1.000 imprese attive. Situazione che non si modifica di molto se si considerano i brevetti depositati sul numero degli abitanti (10,5 ogni 10mila abitanti).

Sempre in tema di proprietà industriale è doveroso menzionare lo strumento del brevetto europeo il cui deposito viene effettuato presso lo European Patent Office.

In valori assoluti, confrontando la situazione delle province venete, nel 2008 Treviso, con 137 brevetti, si colloca al secondo posto dopo Vicenza. Il trend trevigiano risulta particolarmente positivo in quanto nell'ultimo quadriennio l'indicatore ha registrato valori in costante aumento; valori quasi raddoppiati rispetto all'annualità 2001 presa di riferimento per l'analisi sul lungo periodo.

In termini di brevetti europei depositati ogni milione d'abitanti Vicenza è prima tra le province venete con 217,6 depositi). Anche in questo caso Treviso si posiziona al secondo posto (156,7 depositi nel 2008, in aumento rispetto ai 151,2 del 2007). Il dato regionale si assesta su 114,9 mentre il dato nazionale si ferma a 73 brevetti per milione di abitanti.

Attraverso i dati diffusi dall'Ocse è possibile inoltre effettuare, sempre in tema di intensità brevettuale, un confronto internazionale dell'indicatore. Nel 2006 (ultima annualità disponibile) la Germania e la Francia (con alcune loro specifiche province) sono le nazioni che più si distinguono per numero di richieste di brevetti; nella graduatoria si colloca al sesto posto la provincia di Milano con 949,7. Il divario cresce se si osserva la graduatoria relativa alle sole province italiane: nelle prime quindici posizioni troviamo ben quattro province venete ma con valori molto più contenuti (Treviso al settimo posto con 126 brevetti).

La distanza tra i valori dei diversi territori internazionali si accorcia se, il medesimo fenomeno dell'intensità brevettuale, viene rapportato alla popolazione residente: se Monaco (Germania) primeggia ancora una volta con più di 1.500 richieste di brevetto ogni milione di abitanti, la graduatoria delle province italiane vede capolista la provincia di Bologna e assegna a Treviso l'ottavo posto con 147,6 brevetti.

La bilancia tecnologica dei pagamenti

La BTP permette di contabilizzare i flussi di incassi e pagamenti riguardanti le transazioni con l'estero di tecnologia non incorporata in beni fisici, nella forma di diritti di proprietà industriale e intellettuale (come brevetti, licenze, marchi di fabbrica, know-how), o di servizi di assistenza tecnica e/o ricerca e sviluppo.

I dati, diffusi dalla Banca d'Italia sono disponibili solo con disaggregazioni regionali ma, in tema di propensione all'innovazione, permettono di mettere a fuoco le capacità di un territorio di vendere tecnologie (o al contrario di dipendere da tecnologie altrui). I confronti sono possibili sia per tipologia di servizio che per paesi di provenienza e destinazione dei flussi.

Nel 2008 (ultimo anno disponibile) il saldo globale della BPT italiana è risultato positivo per un importo di circa 374 milioni di euro, confermando, seppur in misura inferiore, il surplus dell'anno precedente (circa 817 milioni); con il 2008 si raggiunge per l'Italia un triennio di performance positive dopo un lungo periodo contrassegnato da un andamento strutturalmente deficitario. La riduzione del saldo positivo è stata causata da una contrazione sia degli incassi (-12,2%) che dei pagamenti (-2,1%).

L'analisi dei dati regionali rileva, relativamente agli incassi imputati alla regione Veneto un importo complessivo pari a circa 114 milioni di euro (-21,4% rispetto al 2007) e colloca la nostra regione al 6° posto in termini di valori assoluti. Le voci che più incidono sul totale sono quella degli “Studi tecnici ed engineering” (56,5%) e quella dei “Diritti di sfruttamento marchi, modelli e disegni” (14,7%). Considerando le variazioni sull'annualità 2007, il flusso complessivo 2008 si riduce del 21,0%, si segnalano le sole buone performance delle voci “Diritti di sfruttamento marchi di fabbrica, modelli e disegni” (+17,2%) e “Studi tecnici ed engineering” (+6,0%).

Gli incassi veneti provengono per il 68,9% dall'area Ue con una netta prevalenza del Regno Unito (39,5%), Belgio (15,8%), e Paesi Bassi (circa il 15,3%). Gli incassi extra Ue derivano dagli Usa per il 28,6% (12,2% nel 2007) del totale. Va evidenziato il flusso legato ai “nuovi paesi industrializzati asiatici” che raggiunge il 20,6% del totale (era il 5,6% nel 2007).

Per quanto riguarda i pagamenti l'analisi segnala che il Veneto ha registrato nel 2008, circa 202 milioni di euro (-45,1% rispetto al 2007), mantenendo il quarto posto nella graduatoria delle regioni italiane (dopo la Lombardia e il Lazio e la Toscana) per input di tecnologia.

Più della metà del volume totale dei pagamenti è riconducibile alla voce “Diritti di sfruttamento di marchi modelli e disegni”(51,7%) e un altro 11,5% alla voce “Diritti di sfruttamento di brevetti”. Considerando l'incremento percentuale rispetto all'annualità 2007 sono da segnalare le sole performance positive delle voci “Cessione/acquisto di marchi, modelli e disegni” (+13,9%) e “Cessioni e diritti di sfruttamento - Assistenza tecnica” (+9,5%).

I pagamenti veneti gravitano per il 53,5% nell'area Extra-Ue con una punta massima del 47,7% verso gli Usa e il 37,6% verso la Svizzera (12,4% nel 2007). Per quanto riguarda l'area Ue la quota maggiore viene dirottata sulla Francia (26,4%) e, a seguire, sul Regno Unito (20,3%) e sulla Germania e il Lussemburgo (12,3% ciascuno).

La tavola dedicata alla sintesi delle poste (incassi-pagamenti) mette in rilievo che il Veneto raggiunge un saldo positivo principalmente per la voce “Studi tecnici ed engineering” (+47,5 milioni euro) e fanno emergere (pur con valori ridotti) la performance positiva della voce “Know how”. Su quest'ultima tipologia di servizio tecnologico il Veneto, in valori assoluti, è secondo solamente alla regione Piemonte. La nostra regione inoltre raggiunge il saldo positivo, in ambito Ue, con il Belgio e il Regno Unito (circa 12 milioni di euro per ogni nazione) e in ambito extra Ue con i “nuovi paesi industrializzati asiatici” (circa 6,5 milioni di euro) e l'Europa dell'Est (circa 2 milioni di euro).

La spesa per Ricerca & Sviluppo

Nel 2007 (ultimo dato disponibile diffuso dall'Istat) la spesa italiana per R&S intra-muros sostenuta da imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni non profit e università ammonta complessivamente a 18.231 milioni di euro, con un aumento rispetto al 2006, dell'8,3%. L'intensità degli investimenti è dimostrata dal rapporto della spesa sul pil (prodotto interno lordo): 1,18% l'incidenza italiana 2007 (lievemente in crescita rispetto all'1,13% e all'1,09% delle annualità precedenti). La percentuale dell'1,18%, che l'Istat stima anche per il 2008, appare ancora molto lontana dai valori riscontrati dall'Eurostat nei principali paesi esteri: la distanza è particolarmente ampia se il dato italiano lo si confronta con quello degli Usa (2,68%) e della Germania (2,63%).

Considerando le diverse categorie di investitori, risultano al primo posto, per spesa complessiva di attività in R&S, le imprese (che realizzano il 51,9% della spesa totale), con una crescita del 15,2% rispetto al 2006. In aumento anche la spesa delle università (+7,8%) che nel complesso assorbono il 30,1% della spesa totale mentre si riduce (-8,7%) quella delle istituzioni pubbliche.

Nelle università l'espansione della spesa è legata alla dinamica del personale docente e non docente, fortemente positiva dal 2006 in poi, mentre nel caso delle imprese essa va valutata anche in relazione alla possibilità di godere di sgravi fiscali introdotti a partire dal 2007, sotto forma di credito d'imposta, per una percentuale tra il 10 e il 40% delle spese per R&S.

Nel Veneto, grazie all'influenza della massiccia emersione di R&S all'interno della filiera del tessile, abbigliamento, calzature, sono stati rilevati significativi effetti positivi:


Uno sguardo alla distribuzione della spesa regionale per singoli settori istituzionali evidenzia come nel 2007 il 41,1% della spesa delle amministrazioni pubbliche sia sostenuta nel Lazio (regione dove la componente del settore pubblico è molto forte), mentre il 55,7% della spesa delle istituzioni private non profit, il 28,2% della spesa delle imprese ed il 12,9% delle spese sostenute dalle università sono sostenute in Lombardia. Le imprese del Veneto sostengono il 7,7% della corrispondente spesa nazionale (era il 6,1% nel 2006); stabile l'apporto della spesa delle università (6,2%).


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FILES ALLEGATI

  • Dossier 8° Giornata dell'Economia (PDF, 1,35 Mb)