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INNOVAZIONE PMI

Key performance indicators (KPI) per misurare l’azienda

di Leonardo Felician - Docente di Sistemi Informativi II, Università di Trieste

Data pubblicazione: 07/08/2006
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Nello scenario economico attuale la crescita è la principale preoccupazione dei top manager che guidano un’azienda nel ruolo di Chief Executive Officer (CEO). In presenza di margini di profitto interessanti e mercati in fase di sviluppo la priorità è ovviamente quella di occupare gli spazi di mercato disponibili prima che essi vengano saturati da altri concorrenti: il mezzo migliore per conseguire la crescita è l’innovazione di prodotto o di processo. I risultati di un’indagine IBM su un campione di CEO di grandi aziende dimostra che, dopo la crescita, un’altra preoccupazione costante è la scarsa velocità di risposta: le grandi aziende sono poco agili sia nell’adeguarsi ai cambiamenti di mercato, sia nel ristrutturarsi al loro interno, e questo è sicuramente un vantaggio per le PMI, aziende di dimensioni più piccole, di loro natura più veloci nelle decisioni.


Entrambi i temi citati sono correlati alla misurabilità dei risultati. Tanto più in alto ci si trova nell’organigramma aziendale, tanto meno si ha una conoscenza in presa diretta sui processi e sui fenomeni aziendali e tanto più ci si deve fidare dei manager operativi. Sfortunatamente anche in una squadra molto affiatata la percezione dei fenomeni è molto influenzata dalla posizione ricoperta e dalle caratteristiche personali: si tende comprensibilmente a sovrastimare l’importanza della propria funzione e la bontà dei propri risultati, trovando sempre valide giustificazioni per prestazioni sotto la media. Spesso si preferisce non misurare oggettivamente ed affidarsi a sensazioni qualitative che si possono “addomesticare”.





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