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INNOVAZIONE PMI

ROI e Information Technology

di Marco Galanti - Esperto di qualità e sicurezza dei siti web per Treviso Tecnologia


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È conveniente adottare un sistema gestionale, o un ERP (enterprise resource planning), per un’azienda? E un sistema di “supply chain management”? La risposta, in linea di principio, è molto semplice: se i vantaggi che porta sono maggiori dei costi allora il sistema va implementato, altrimenti non è il caso. Ma qui nascono i problemi, dato che valutare costi e benefici può essere tutt’altro che immediato.



Uno degli strumenti più utilizzati nella valutazione degli investimenti è il ROI (Return On Investment), un indice che permette di valutare la redditività e l'efficienza economica di un investimento, ed è calcolato come il rapporto tra ricavi ed investimenti. Per la verità, più correttamente, il ROI è il rapporto tra il reddito operativo e il totale degli impieghi caratteristici – si tratta quindi di un indicatore che misura la redditività della gestione “tipica” (cioè senza considerare gli oneri ed i proventi “straordinari” o finanziari) dell’azienda (o di sue sotto-attività). Questa precisazione sul significato del ROI merita di essere tenuta presente perché vi sono spesso equivoci sul significato e sull’utilizzo di questo indice.



Come abbiamo anticipato in apertura, non è semplice calcolare i costi e i benefici di un investimento in Information Technology, dato che gli elementi di beneficio e quelli di costo sono diversi e disomogenei, e hanno forti connotazioni qualitative oltre che quantitative. Per capire meglio, facciamo un esempio fuori dall’IT: quando pianifica e valuta una campagna pubblicitaria, l’azienda può spesso ragionare per approssimazione confrontando i costi della campagna con le maggiori vendite (e quindi ricavi) che essa porta, e comparando il risultato ai possibili impieghi alternativi.





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