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INNOVAZIONE PMI

Business Process Reengineering (BPR) nelle piccole e medie aziende

di Leonardo Felician - Docente di Sistemi Informativi II, Università di Trieste

Data pubblicazione: 07/01/2010
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La crisi e le difficoltà economiche dell’anno trascorso hanno costituito anche un’opportunità, per il mondo della piccola e media azienda del Triveneto, per ripensare ai processi, nell’intento di renderli più aderenti alle mutate condizioni di mercato. Taglio di costi, ma anche innovazione sistemica sono state le parole chiave di questa trasformazione, che di necessità molte imprese hanno avviato, ma che a conti fatti, hanno portato benefici sostenibili e capacità di competere, su un mercato meno facile e dai margini più ridotti. Per ottenere questi risultati, senza ripartire da zero, è necessario seguire un metodo ingegneristico, e cioè la rivisitazione dei processi chiave, partendo da quelli più importanti, che cioè hanno più impatto sul fatturato aziendale. Sotto la sigla BPR (business process reeigineering) va dunque una pluralità di tecniche, alcune molto scientifiche, altre euristiche, che si pongono l’obiettivo di rimodernare il modo in cui un’azienda opera e si pone sul mercato. Per ottenere questo risultato, bisogna essere in grado di identificare, studiare e poi cambiare i processi. In una visione moderna, i processi vanno studiati attraverso tutte le funzioni aziendali, in una forma matriciale e non sequenziale, come indicato in figura. Si osserva qui che le diverse funzioni interne (vendita, progettazione ingegneristica, produzione, supporto, marketing, finanza, risorse umane, servizi postvendita) sono viste attraverso i processi chiave, i quali sono descritti usando la prospettiva e l’ottica del Cliente. In alcuni di questi processi, il ruolo di talune funzioni aziendali è preponderante (ad esempio il ruolo della progettazione nel primo processo e le vendite nel secondo), ma il metodo consiste nel vedere quali interazioni i processi abbiano con ciascuna delle funzioni aziendali, nessuna esclusa.





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