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INNOVAZIONE PMI

Il cloud computing: un'opportunità o un rischio per le aziende italiane?

di Laura Zammataro - Consulente di diritto informatico

Data pubblicazione: 06/07/2012
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Non ci sono parole più efficaci per definire il Cloud Computing di quelle pronunciate, ben quindici anni fa, da Steve Jobs di Apple, precursore, anche in questa occasione, di quello che attualmente viene visto come il cambiamento più significativo nel campo dell’informatica applicata all’attività d’impresa.

Egli diceva: “I don’t need a hard disk on my computer” (ossia “non ho bisogno di un disco di memoria fissa sul mio computer”). Con il termine cloud computing (o nuvola informatica) si suole quindi indicare un insieme di tecnologie che permettono, sotto forma di un servizio offerto da un provider, di memorizzare, archiviare ed elaborare dati, grazie all'utilizzo di risorse hardware e software distribuite sul web.

In altre parole, il cloud computing non è altro che un servizio offerto da un provider che assicura all’utente di poter collocare le risorse informatiche aziendali al di fuori dell’azienda stessa, salvando dati su memorie di massa online, e di sfruttare software non direttamente installati sul proprio computer, sgravandosi dei costi legati all’acquisto di server nonché all’acquisto e aggiornamento di software.

Non c’è dubbio che i service provider, che attualmente stanno pubblicizzando molto i loro servizi di cloud computing, puntino proprio sul risparmio economico e sulla maggior efficienza per invogliare le aziende a convertirsi al cloud. Ed è altrettanto fuor di dubbio che i vantaggi in termini economici e di efficienza sussistano, dal momento che il cloud computing mette a disposizione dell’utente delle piattaforme con memorie, in termini di RAM, pressoché illimitate, in grado di supportare applicativi che in aziende di medie/grandi dimensioni comporterebbero l’acquisto e la gestione di numerosi e costosi server.

Nonostante gli indubbi vantaggi, secondo gli studi statistici compiuti, la resistenza delle aziende italiane a passare al cloud computing è ancora forte e risiede nei timori legati alla sicurezza, alla privacy e alle garanzie di qualità. È del resto comprensibile che le aziende abbiano individuato questi punti di criticità in un sistema che di fatto sottrae all’utente il controllo diretto delle sue risorse informatiche.





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