INNOVAZIONE PMI
Innovazione dell’informazione per superare la crisi
di Renato Chahinian - Esperto in sviluppo economico – già Segretario Generale della Camera di Commercio di TrevisoData pubblicazione: 24/11/2009
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In un recente articolo di questo Portale, che riportava i principali concetti emersi in un convegno presso la Camera di commercio di Treviso, è stata affermata la necessità di innovare anche in tempi di crisi, sia dal punto di vista tecnologico che organizzativo e di responsabilità sociale.
Ora, sotto l'aspetto più strettamente tecnologico e riferito essenzialmente alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), si tenterà di illustrare i vantaggi di innovare, ma soprattutto di diffondere dette tecnologie per superare la crisi meglio e più celermente.
Innanzitutto, se continuiamo ad operare come abbiamo sempre fatto, aspettando che la crisi si risolva, dobbiamo attendere che:
• a livello globale vengano assorbite le perdite createsi con la crisi finanziaria ed economica;
• si instauri, sempre a livello globale, un nuovo clima di fiducia nella ripresa e nella crescita di medio - lungo termine;
• ripartano la domanda aggregata e gli investimenti;
• il tutto si trasferisca e si diffonda nei mercati e nei settori di competenza di ogni unità del sistema produttivo;
• altri non abbiano nel frattempo occupato le potenziali quote di mercato rimaste inattive nel periodo di crisi, ma ugualmente sensibili ad offerte di beni e servizi migliori.
È proprio quest'ultima situazione la più pericolosa, perchè potrebbe rivelare una ripresa a vantaggio di chi nel frattempo ha innovato, migliorando la propria produzione con strumenti tecnologici e non. Nell’ambito della tecnologia, poi, è nota l'importanza degli strumenti di informazione e comunicazione, non soltanto per i settori produttori di nuova tecnologia, ma anche per quelli utilizzatori. Come in altre occasioni si è accennato, l’ICT taglia trasversalmente tutti i settori, nel senso che tutte le attività economiche e sociali abbisognano di questi strumenti per migliorare le proprie "performance". D'altro canto, il livello medio di utilizzo è ancora basso rispetto a quello di altri Paesi ed all'intensità che sarebbe auspicabile, per cui il mercato ed i consumi potenziali sono ancora vastissimi e le possibilità di innovazione rimangono smisurate. Ovviamente, non si parla soltanto di uso da parte di grandi e medie imprese, che già hanno capito l'importanza di queste tecnologie, e nemmeno di "start - up" innovative, che fondano la loro attività sul miglioramento tecnologico. Qui invece ci riferiamo alla moltitudine di piccole e microimprese tradizionali che ancora non hanno compreso l'opportunità di assecondare il proprio "business", il quale rimane nell'ambito degli usuali beni di consumo (abbigliamento, arredamento, agroalimentare, ecc.), con utilizzi maggiori e più progrediti di strumenti ICT.
Innanzitutto, a livello aziendale, l'evoluzione di queste tecnologie si va affermando nella direzione della "business intelligence" (per ulteriori approfondimenti, si consulti Amedeo De Luca, “Strategie delle PMI in tempo di crisi: competitività con la Businnes Intelligence” in “PMI”, n.2/2009).
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