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Impresa

I tipi di licenza per il software

di Marco Galanti - Esperto di qualità e sicurezza dei siti web per Treviso Tecnologia


 I programmi software vengono distribuiti in base a contratti di licenza molto diversi tra loro, il che spesso genera equivoci e situazioni di “illegalità involontaria” perché ci si trova a utilizzare il software in modalità che non sono consentite dalla licenza dello specifico programma utilizzato. Se poi si considera che raramente come utenti ci prendiamo la briga di verificare attentamente tutto il contratto di licenza , si capisce che è opportuno aver ben chiare le differenze tra i vari tipi di licenza in modo da poter scegliere, a parità delle altre condizioni, quella più adatta alle proprie esigenze e saper “cosa aspettarsi e cosa cercare” nelle clausole specifiche.

Distinguiamo allora due tipologie di classificazioni, una in base alla gestione della proprietà intellettuale del software ed una rispetto alle modalità di vendita. La distinzione tra questi due filoni è particolarmente importante, perché spesso a specifiche modalità di vendita vengono associate determinati modelli di gestione della proprietà intellettuale. Associazioni che però, come vedremo, sono tutt'altro che scontate.

CLASSIFICAZIONE:
in base alla proprietà industriale


in base alle modalità di vendita


Software libero (Free software)

È importante sgombrare il campo da un frequente equivoco riguardo il free software , dovuto all'omografia in lingua inglese dei concetti “gratiuito” e “libero”, entrambi indicati con il termine “free”.

Nel caso del free sotware, il termine “free” ha significato di “libero” e non di “ ;gratuito” : infatti il software distribuito secondo questa licenza può essere benissimo venduto a pagamento (cosa che in effetti spesso avviene).

La traduzione italiana di free software è quindi “software libero” , e non “software gratuito” come spesso, erroneamente, si ritiene. È comunque interessante notare che su Internet si possono trovare elenchi con le traduzioni ufficiali nelle varie lingue del termine free software , proprio allo scopo di ridurre al minimo le possibilità di equivoci.

Quello che caratterizza il software libero è che chiunque ha il diritto di usare, copiare, studiare, modificare e distribuire (anche con le modifiche apportate), gratutiamente o a pagamento, il software. Questo concetto viene esplicitato con la definizione di quattro “libertà”:


È importante notare che, per poter essere messe in pratica le libertà 1 e 3, deve essere liberamente accessibile il codice sorgente: è proprio questa disponibilità dei sorgenti una delle caratteristiche distintive del software libero.
Le “libertà” previste dalla licenza del software libero non sono consentite dai programmi proprietari o shareware. Neppure la “ libertà 0”: quasi sempre le licenze dei programmi proprietari pongono dei vincoli all'utilizzo dei programmi, limitandone l'ambito d'uso a scopi particolari.

Software Open Source

La licenza open source è molto simile a quella del free software (tanto da essere spesso confuse), caratterizzandosi anche questa per la disponibilità del codice sorgente del software. Ciononostante, la licenza open source è meno vincolante circa le libertà da concedere all'utente, che possono venire in qualche modo ridotte (ad esempio vincolando lo scopo d'utilizzo del software).

“Copylefted Software”

Il termine copyleft è stato coniato in contrapposizione a copyright , e va ad indicare un tipo di licenza relativa al software libero, che impone a chi effettua delle modifiche, o comunque ri-distribuisce il software, di usare lo stesso tipo di licenza del software originale.
Lo scopo di questa licenza è garantire che i software liberi rimangano tali, e non vengano imposte restrizioni successive da parte di successivi sviluppatori.
Un risultato di questa licenza è che per gli sviluppatori non è possibile creare dei programmi che siano basati parzialmente su software di tipo copyleft ed in parte su software proprietario , ma solitamente neppure su software distribuiti sotto due varianti diverse di licenze di tipo copyleft : si sarebbe costretti ad effettuare delle modifiche rispetto alla licenza d'uso di almeno uno dei software impiegati. Questo problema comunque nella pratica è superato dal fatto che quasi tutto il software di tipo copyleft impiega la GNU - General Public Licence (nota anche come GPL), creando quindi un'omogeneità quasi totale nelle licenze di tipo copyleft.

Software libero non di tipo copyleft

Nel caso della licenza del software libero che non contenga clausole di tipo copyleft , gli autori consentono agli utenti di modificare e di re-distribuire il software, eventualmente anche con restrizioni aggiuntive, o comunque di usare il software come parte di programmi più complessi da distribuire anche sotto licenza di software proprietario.
Fanno parte di questa categoria tutti quei “frammenti di codice” ed algoritmi di dominio pubblico per i quali non è prevista alcuna limitazione o vincolo nella finalità di utilizzo.

Software di pubblico dominio - Public domain software

“Public domain” è un termine giuridico americano che sta ad indicare il fatto che il software (o più in generale qualsiasi opera dell'ingegno) non è protetto da diritto d'autore.
Il software di pubblico dominio è gratuito, ma non è detto che siano accessibili o disponibili i codici sorgenti. Contrariamente al “ copylefted software ” non è detto che le copie, e soprattutto le versioni modificate, siano libere o di pubblico dominio, in quanto gli sviluppatori possono usare questo tipo di software per sviluppare del software proprietario.

Software “semi-libero”

Con il termine software semi-libero ci si riferisce a software i cui autori garantiscono i diritti del software libero (l'uso, la copia, la modifica e la distribuzione) solamente ad individui, per attività non commerciali, escludendo quindi le aziende che hanno invece l'obbligo di pagare per aver diritto di usare il programma.
Sono moltissimi i software la cui distribuzione è basata su questo tipo di licenza, tra i più noti possiamo ricordare PGP (Pretty Good Privacy).

 
Software proprietario

Il software proprietario è software che è utilizzabile, copiabile, modificabile e distribuibile solamente dietro autorizzazione dell'autore (che solitamente concede quest'autorizzazione dietro un corrispettivo).
È importante ricordare che solitamente l'autore non concede (salvo casi particolari) la proprietà del programma all'acquirente: oggetto della vendita è il solo diritto di usare il programma , secondo modalità ben definite (ad esempio su una specifica stazione di lavoro). Per questo motivo sono solitamente vietate anche attività di analisi del codice del programma (come ad esempio il reverse engineering).

Freeware

Il freeware viene spesso confuso con il free software , ma è un concetto totalmente diverso. Sebbene sia applicato in contesti diversi, il termine freeware va ad indicare il software disponibile gratuitamente . Ma al contrario del software libero, nel caso del freeware non è disponibile il codice sorgente e non è consentito effettuare modifiche al programma. Ciononostante è possibile duplicare e ridistribuire gratuitamente il software originale senza modifiche.
Un caso eccellente di freeware è Internet Explorer, che è scaricabile gratuitamente dal sito della Microsoft, e liberamente ridistribuibile (ed infatti viene spesso inserito CD dimostrativi o di riviste), ma non è possibile apportarvi alcuna modifica, né è disponibile il codice sorgente.

Adware

Nel caso dell'adware, la contropartita “pagata” dall'utente per l'uso del software non è monetaria ma consiste nell'accettare di visualizzare banner pubblicitari o di ricevere informazioni commerciali. Questi banner e comunicazioni possono essere “generici” oppure possono essere scelti su misura del suo utente, in base al suo profilo che può essere definito esplicitamente dall'utente oppure ricostruito dall'attività che l'utente svolge con il suo computer.

Shareware

La licenza shareware è caratterizzata dal fatto che l'utente ha la possibilità di provare il programma per un periodo limitato (a volte anche con funzionalità limitate) prima di procedere all'acquisto.
Il fatto che per i programmi shareware venga incoraggiata la copia e la distribuzione non deve trarre in inganno, facendoli confondere con altre categorie (come il freeware o addirittura il software libero). Nel caso dello shareware , l'utente (anche se è un privato) non è in alcun modo autorizzato a continuare ad usare il programma dopo il periodo di prova (ovviamente, a meno che non abbia provveduto all'acquisto), ed è anzi obbilgato a disinstallare il programma dal suo computer.
A ulteriore differenziazione dal software libero, va sottolineato che nel caso dello shareware non è disponibile (solitamente) il codice sorgente, e l'utente non ha quindi la possibilità di modificare il programma.

Software commerciale

Con il termine software commerciale si indica il fatto che il programma è distribuito a pagamento.
È molto importante aver ben chiaro che software commerciale e software proprietario non sono sinonimi. Il concetto di software proprietario identifica una certa tipologia di gestione della proprietà intellettuale del software, mentre software commerciale indica la modalità di vendita/distribuzione del software.

Vi sono molti programmi proprietari che non sono software commerciale (è il caso tipico del freeware ), mentre non è raro che il software libero sia software commerciale (come nel caso della maggior parte delle distribuzioni di Linux). In quest'ultimo caso oggetto del contratto non è tanto la licenza d'uso del software, quanto piuttosto l'assistenza che viene fornita.