L'innovazione è la sfida di oggi nelle piccole e medie imprese italiane: alcune lezioni utili derivano dalla sua storia, che a volte procede per piccoli passi, in maniera incrementale e sostenibile, altre volte effettua salti bruschi, spesso legati all'introduzione di tecnologie completamente nuove. L'intervallo di tempo che intercorre tra la scoperta scientifica e lo sfruttamento economico dell'idea è spesso lungo e si misura in decenni; nella maggior parte dei casi è necessario un collasso che ridisegni le regole prima della definitiva affermazione.
I primi accenni della rivoluzione industriale risalgono al 1771. Con la rivoluzione francese nel 1797 si diffuse un'ondata di panico in tutta Europa, e la successiva affermazione su larga scala delle tecnologie di automazione di fabbrica si può datare trent'anni più tardi. Lo sviluppo delle ferrovie e delle macchine a vapore incomincia nel 1829; dopo una fase di stallo intorno al 1847, la diffusione di massa di queste tecnologie data un paio di decenni più avanti. L'elettricità, l'acciaio e l'ingegneria pesante cominciano a muoversi intorno al 1875; dopo la depressione del 1893, l'affermazione definitiva è degli anni '20 del Novecento. L'epoca del petrolio e dell'industria dell'automobile muove i primi passi all'inizio del ‘900: dopo la grande crisi del 1929 la produzione di massa risale al dopoguerra, negli anni '60 e '70. Infine l'età dell'integrazione tra informatica e telecomunicazioni, che ha mosso i primi passi negli anni '70, comincia ora a dispiegare i suoi pieni effetti dopo la caduta dell'economia “dot.com” del 2001-2002.
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