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Direttive e legislazione

La concorrenza può essere sleale anche su Internet

di Leonardo Felician - Docente di Sistemi Informativi II, Università di Trieste


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Durante il boom della New Economy, più di qualcuno ha visto il mondo internet come un Far West dorato in cui non esisteva la legge e a ciascuno era permesso di fare qualunque cosa pur di crescere e far soldi a palate. Con il senno di poi, molte cose si sono ridimensionate ed altre invece si sono consolidate, perché il fenomeno internet c'è per rimanere ed ha ormai cambiato in maniera definitiva il modo di lavorare, oltre che di esprimersi, della nostra società.

Con questa premessa assume la giusta prospettiva una storica sentenza del tribunale di Roma, che risale a tre anni or sono, che per la prima volta si è espresso contro la concorrenza sleale su internet, stabilendo un precedente importante e che cioè nel mondo internet, ancorché con presupposti tecnologici diversi, valgono le stesse leggi di civiltà e di corretto comportamento che da sempre sono codificate nel mondo reale.

I metatag, quelle stringhe di testo nascoste che consentono ai siti più smaliziati di farsi trovare dai motori di ricerca, sono da quel momento entrati nel mirino della magistratura: il tribunale di Roma ha infatti accolto il ricorso di Genertel, la più importante compagnia italiana delle polizze online, contro un concorrente reo di aver usato impropriamente il suo marchio inserendolo, assieme a quello dei principali concorrenti, nei metatag del suo sito. Con una semplice ricerca sui principali motori, alla voce Genertel usciva tra i primissimi riferimenti l'indirizzo internet dell'iniziativa concorrente anziché come logico, quello della compagnia triestina, cosicché il navigatore disattento credeva di entrare in Genertel e invece entrava nel sito di un concorrente.

I fatti che diedero origine alla battaglia giudiziaria presero le mosse nel novembre 2000 da un'interrogazione casuale con parola chiave “ Genertel” effettuata sul motore di ricerca Virgilio, ma la stessa cosa accadde con i motori di ricerca Godado ed Altavista. La risposta sorprendente fu che comparvero non soltanto riferimenti alla pagina della società stessa - dal 1994 prima società italiana operante nel settore della vendita di polizze assicurative distribuite al telefono e tramite internet - ma anche riferimenti al sito della concorrente Crowe Italia, attiva dal 1998 nel mercato assicurativo come rappresentante per l'Italia di uno dei sindacati dei Lloyd's di Londra.


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