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DIRETTIVE E LEGISLAZIONE

La responsabilità dei blogger: l’ erronea interpretazione del Tribunale di Aosta

di Francesco Affinito - Docente di Informatica giuridica, Università 'Luiss Guido Carli' di Roma

Data pubblicazione: 07/08/2006
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Con sentenza 553/2006 il Tribunale di Aosta ha condannato un blogger per il reato previsto dall’art. 596 bis del codice penale. La decisione è maturata sulla base dell’erronea equiparazione del blogger al direttore responsabile.


Con sentenza n. 553 del 26 maggio 2006, il Tribunale di Aosta ha condannato un blogger per violazione dell’art. 596 bis del codice penale, equiparando tale soggetto alla figura del direttore responsabile. Non si tratta del primo caso in giurisprudenza. Nel corso degli ultimi anni, infatti, diverse volte nella prassi si è assistito a procedimenti in cui soggetti operanti nella rete sono stati considerati alla stregua di direttori responsabili di testate giornalistiche.
Notevole l’equivoco, superato brillantemente dalla giurisprudenza, più recentemente dal Tribunale di Milano nel 2004, che ha escluso l’estensione del “mezzo stampa” ad internet.



L’errata equiparazione tra questi soggetti è dunque tornata alla ribalta nelle ultime settimane, grazie alla decisione del Tribunale valdostano. Analizziamo i fatti. Un giornalista, tramite il proprio blog, aveva diffamato alcuni colleghi, che successivamente avevano sporto querela. Da qui l’instaurazione del procedimento penale conclusosi con la condanna del blogger per il reato di diffamazione. In particolare, si è rilevato che “colui che gestisce un blog altro non è che il direttore responsabile dello stesso, pure se non viene formalmente utilizzata tale forma semantica per indicare la figura del gestore e proprietario di un sito internet, su cui altri possono inserire interventi. (…) la posizione di un direttore di una testata giornalistica stampata e quella di chi gestisce un blog (che, infatti, può cancellare messaggi) è – mutatis mutandis – identica. Il gestore di un blog ha infatti il totale controllo di quanto viene postato e, per l’effetto, allo stesso modo di un direttore responsabile, ha il dovere di eliminare quelli offensivi”.





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