Si avvicinano le elezioni regionali e amministrative e, di conseguenza, si prospettano tempi duri per la privacy dei cittadini. I partiti, i movimenti politici, i comitati promotori, i sostenitori e i singoli candidati intraprendono, infatti, numerose iniziative di comunicazione e di propaganda elettorale che comportano inevitabilmente l'impiego di dati personali.
Particolarmente problematici rispetto alla disciplina a tutela della privacy sono tutte quelle attività di invio di messaggi elettorali e politici al fine di rappresentare le proprie posizioni in relazione alle menzionate consultazioni elettorali. Tali iniziative vengono portate avanti anche utilizzando gli strumenti messi a disposizione da Internet e dalle nuove tecnologie: mi riferisco, in particolare, alle e-mail, agli SMS ed agli MMS.
Considerata la delicatezza della materia (in cui “confliggono” il diritto costituzionalmente riconosciuto a tutti i cittadini di concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale ed il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, ivi compreso il diritto alla protezione dei dati personali ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. 196/03), l'Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha approvato di recente un apposito provvedimento (G.U. del 22 febbraio, n.43) che ribadisce le regole già indicate dal provvedimento generale del 2005.
Di seguito, un breve riepilogo che ricorda ai partiti politici e ai candidati le modalità in base alle quali chi effettua propaganda elettorale può utilizzare correttamente i dati personali dei cittadini (es. indirizzo, telefono, e-mail, ecc).
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