La questione trae origine da una segnalazione con la quale una signora ha lamentato che sul quotidiano Il Giornale è stata erroneamente pubblicata una sua fotografia a corredo della notizia della morte di una sua omonima, vittima del recente terremoto in Abruzzo. La segnalante ha precisato che la fotografia era stata presa dal suo profilo presente su Facebook ed altresì diffusa, nello stesso giorno, anche nel corso del programma televisivo Mattino 5 (Canale 5) e del TG 1 (Rai Uno). La donna, oltre a manifestare il proprio disagio psicologico (comprensibilmente condivisibile) ha altresì denunciato una violazione delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali.
Le società editoriali, interpellate dal Garante a seguito della segnalazione della donna, hanno comunque riconosciuto il proprio errore, adoperandosi attivamente. Da notare, però, che anche in questo caso le rettifiche sono state pubblicate con una visibilità ridotta, ovvero nelle ultime pagine del quotidiano invece che negli stessi spazi inizialmente dedicati alla notizia “viziata”. I telegiornali, dal canto loro, hanno riproposto il servizio con il volto della donna debitamente oscurato. Nel corso dell'istruttoria è emerso, vieppiù, che la foto della donna era ancora disponibile nella versione on-line del quotidiano Il Giornale.
La riflessione dell'Autorità Garante muove dai gravi fatti che hanno colpito la regione abruzzese e dalla consistente eco mediatica riservata al tragico terremoto e le sue disastrose conseguenze per giungere alla conclusione che la vigente disciplina in materia di protezione dei dati personali riserva all'attività giornalistica un regime speciale (artt. 136 e ss. D.lgs. 196/2003 e Allegato codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica) il quale consente al giornalista di diffondere i dati, anche senza il consenso degli interessati, nel rispetto dei limiti del diritto di cronaca e, in particolare, di quello dell'essenzialità dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico.
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