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Privacy

Nuove sanzioni privacy: pene certe con la trasformazione da sanzioni penali in amministrative

di Paolo Vicenzotto - Avvocato - consulente di informatica giuridica


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Con il decreto milleproroghe, Decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207 "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31 dicembre 2008, in fase di conversione, il Governo si appresta a modificare alcune delle sanzioni previste dal D.lgs 196/03. L'obiettivo è duplice: inasprire le pene pecuniarie e cercare di correggere alcune distorsioni nell'uso della sanzione penale in tema di privacy, che hanno fatto sì che quasi mai i Giudici abbiano potuto applicare di fatto la norma. Il decreto dovrà essere convertito entro i primi giorni di marzo. In particolare trattiamo dell'art. 44 “Disposizioni in materia di tutela della riservatezza”.

In tema di omessa o inidonea informativa, la sanzione per chi viola l'art. 13 diventa un'unica sanziona amministrativa da seimila euro a trentaseimila euro. Viene così completamente parificata la fattispecie, eliminando le differenze fra violazioni relative a dati sensibili o comuni.

Vengono poi aumentate le sanzioni pecuniarie per chi cede dati in violazione di legge (art. 162): si passa dalla previgente sanzione (da cinquemila euro a trentamila euro), ai diecimila euro a sessantamila euro. Nel caso invece di violazione dell'obbligo di comunicazione di dati sensibili da parte di medici solo per il tramite di altro medico designato dall'interessato (cioè violazione dell'art. 84 comma I) la sanzione va dai mille euro a seimila euro, e non più dai cinquecento ai tremila.

Molto importanti sono i due commi aggiunti all'art 162: Il comma 2-bis dispone che in caso di violazione di adempimenti sulle misure minime di sicurezza (art. 33) e di violazione della normativa in tema corretto trattamento dei dati (trattamento illecito art 167), viene applicata in ogni caso la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da ventimila euro a centoventimila euro. Ciò significa che le due classiche violazioni privacy (non adottare le misure minime e violare la privacy del cittadino), che prima erano pressoché impunite, proprio perché sanzionate penalmente, ora diventano anche sanzione amministrativa.


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