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TUTELA CONSUMATORE

Clausole vessatorie nel web

di Paolo Vicenzotto - Avvocato - consulente di informatica giuridica

Data pubblicazione: 21/10/2002
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Le “clausole vessatorie” sono delle clausole presenti nei contratti che accordano particolari poteri alla parte venditrice a discapito della parte acquirente.

La norma (art 1341 cc) parla di “condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l'esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell'altro contraente decadenze, limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi, tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell`autorita' ; giudiziaria”.

La loro disciplina (affinché non siano oggetto di abuso da parte del venditore) è affidata al codice civile (art. 1341) per cui “non hanno effetto se non sono specificamente approvate per iscritto”.

Ma cosa accade nel mondo di Internet e del Commercio Elettronico?

“Specificatamente approvate per iscritto” nel web significa “ sottoscritte con firma elettronica (leggera o robusta)”. Perciò le clausole vessatorie non avrebbero effetto senza tale sottoscrizione telematica.

Allora sono tutte nulle le clausole vessatorie del web? In linea teorica sì, visto lo scarso utilizzo della firma elettronica nel commercio elettronico.

Comunque ci ha pensato un Giudice di Pace di Partanna, che con un equilibrismo (poco) giuridico ha disposto che per la validità delle clausole vessatorie, esse debbano essere “cliccate” due volte. Giuridicamente una strada poco praticabile…



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