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Trasparenza amministrativa e “Amministrazione aperta” ex DL n.83/12: alcune note.

di Glauco Riem - Docente di diritto delle nuove tecnologie


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Tutte le Pubbliche amministrazioni sembrano, in diversa misura, essersi conformate alle disposizioni sulla c.d. "Amministrazione aperta" di cui all'art. 18, del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, Misure urgenti per la crescita del Paese e ciò - in molti casi - sta creando dibattiti e riflessioni sul necessario coordinamento tra due diversi e cogenti criteri generali: quello relativo alla trasparenza dell'azione della pubblica amministrazione e quello altrettanto consacrato della tutela della riservatezza delle informazioni e dei dati personali, anche sensibili.
Il tema della trasparenza sopratutto nelle erogazioni di sovvenzioni, contributi e sussidi e quanto di altro abbia a che fare con le disposizioni di pubblico denaro è divenuto uno dei temi più attuali e caldi della politica italiana.
La normativa sulla trasparenza anche attraverso Internet ed i siti istituzionali sembra mettere “a posto” la coscienza di ogni schieramento politico nel tentativo di rispondere alle doglianze del cittadino/elettore sul controllo della spesa; l'affermazione allora che “è tutto su Internet” e che quindi “tutti lo possono conoscere” ci sembra essere un assioma completamente errato, fuorviante e forse anche un po' demagogico.
Il cittadino italiano - lo abbiamo già riferito su questo stesso portale - risulta essere, per la maggior parte, analfabeta informatico (cioè non capace di usare computer né tanto meno esperto della navigazione in Internet); in proposito diverse le indagini che rivelano il c.d. digital divide italiano. In punto chi volesse approfondire l'argomento potrà frequentare i link a corredo di questo articolo.
Sull'amministrazione aperta ricordiamo che l'art. 18, del su citato decreto, convertito con modifiche nella legge del 7 agosto 2012, n. 134, in G.U. 11.08.2012, ed in vigore dal primo gennaio 2013, ai commi 1 e 2 stabilisce che:
1. La concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l'attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere di cui all'articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet, ai sensi del presente articolo e secondo il principio di accessibilità totale di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.
2. Nei casi di cui al comma 1 ed in deroga ad ogni diversa disposizione di legge o regolamento, nel sito internet dell'ente obbligato sono indicati: a) il nome dell'impresa o altro soggetto beneficiario ed i suoi dati fiscali; b) l'importo; c) la norma o il titolo a base dell'attribuzione; d) l'ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo; e) la modalità seguita per l'individuazione del beneficiario; f) il link al progetto selezionato, al curriculum del soggetto incaricato, nonché al contratto e capitolato della prestazione, fornitura o servizio.
L'articolo su detto indica poi come soggetti sottoposti agli adempimenti anche tutte le pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali, le aziende speciali e le società in house delle pubbliche amministrazioni. Le regioni ad autonomia speciale vi si conformano entro il medesimo termine secondo le previsioni dei rispettivi Statuti.
Da un'indagine campione condotta sui siti di diverse pubbliche amministrazioni però si evince che la problematica che scaturisce dall'applicazione de plano della norma non è omogena ed allora si nota che:
- in alcuni siti la ricerca da “errore” e non si trova la pagina relativa alla trasparenza;
- in altri, compare la dicitura “al momento non sono presenti dati relativi a concessioni soggette agli oneri di pubblicazione”;
Alcune Regioni hanno provveduto invece a dettare le regole relative all'Amministrazione aperta direttamente nella finanziaria dedicando all'argomento un apposito “spazio normativo”, come ad esempio la Regione Friuli Venezia Giulia (si veda in punto la legge regionale n. 27 del 31 dicembre 2012 "Disposizioni per la formazione del bilancio pluriennale e annuale” all'articolo 12, commi da 26 a 41).
La ragione di queste incertezze operative sembrano principalmente attribuibili al “preoccupante” contenuto del quinto comma del citato art. 18, sull'efficacia legale del titolo legittimante così come si legge nel predetto comma:
5. A decorrere dal primo gennaio 2013, per le concessioni di vantaggi economici successivi all'entrata in vigore del presente decreto-legge, la pubblicazione ai sensi del presente articolo costituisce condizione legale di efficacia del titolo legittimante delle concessioni ed attribuzioni di importo complessivo superiore a mille euro nel corso dell'anno solare previste dal comma 1, e la sua eventuale omissione o incompletezza è rilevata d'ufficio dagli organi dirigenziali e di controllo, sotto la propria diretta responsabilità amministrativa, patrimoniale e contabile per l'indebita concessione o attribuzione del beneficio economico. La mancata, incompleta o ritardata pubblicazione è altresì rilevabile dal destinatario della prevista concessione o attribuzione e da chiunque altro abbia interesse, anche ai fini del risarcimento del danno da ritardo da parte dell'amministrazione, ai sensi dell'articolo 30 del codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.
Il dubbio più “ascoltato” nel segreto della camera caritatis risulta allora essere proprio il coordinamento fra la regola della trasparenza e quella della tutela della privacy.
Si tratta di un gran rumore per nulla.
In proposito infatti lo stesso Garante della privacy nella sua Newletter del 12 dicembre 2012 aveva chiarito ad alcune amministrazioni sanitarie che si ponevano il dubbio se pubblicare “su internet anche i dati dei pazienti che hanno ad esempio ricevuto indennizzi per danni irreversibili (come il contagio da epatite o Hiv) causati da vaccinazioni o dalla somministrazione di emoderivati, rimborsi per cure di altissima specializzazione interventi assistenziali o altri contributi legati a patologie mediche certificate.
Il Garante per la privacy ha richiamato alcune amministrazioni sanitarie alla corretta applicazione delle novità normative introdotte dalla legge di conversione (n. 134 del 7/8/2012) del cosiddetto "Decreto Sviluppo 2012", vietando la diffusione online dei dati sulla salute dei pazienti.
Le aziende sanitarie chiedevano in particolare se l'articolo 18 della legge, che introduce nuove disposizioni in tema di agenda digitale e trasparenza nella Pubblica Amministrazione, le obbligasse a pubblicare su internet anche i dati dei pazienti che hanno ad esempio ricevuto indennizzi per danni irreversibili (come il contagio da epatite o Hiv) causati da vaccinazioni o dalla somministrazione di emoderivati, rimborsi per cure di altissima specializzazione, interventi assistenziali o altri contributi legati a patologie mediche certificate.
L'Autorità ha chiarito che, per quanto riguarda le persone fisiche, l'articolo citato prevede la pubblicazione online solo dei dati di chi riceve "corrispettivi o compensi" dalla Pubblica Amministrazione e che deve in ogni caso essere interpretato alla luce dei principi fondamentali in materia di protezione dei dati personali, cristallizzati in disposizioni comunitarie che vincolano il nostro legislatore.
Il Garante ha ribadito che è il Codice della privacy vieta ai soggetti pubblici la diffusione di dati idonei a rivelare lo stato della salute di una persona e che le informazioni citate non possono essere pubblicate sul sito web delle Ausl o di altri enti.
Ha ricordato infine che tutte le pubbliche amministrazioni, nel predisporre il proprio sito Internet, devono sempre rispettare le apposite cautele indicate nelle "Linee guida in materia di trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web", approvate dal Garante nel 2011.
I dubbi e conseguentemente i dilemmi, che non riguardano naturalmente solo l'amministrazione sanitaria, potrebbero essere stati fugati da tempo e senza tema se si fosse continuato a fare quella necessaria formazione del personale sulla tutela della riservatezza dei dati personali (anche sensibili); cosa che, invero, né le pubbliche amministrazioni né le imprese sembrano invece fare con regolarità ed attenzione.
 

Link di approfondimento:

Sì all'Amministrazione aperta, ma senza diffondere dati sulla salute e Linee guida sulla pubblicazione di dati on line:
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/2139823#2
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1793203

Analfabetismo informatico in Italia:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/08_Agosto/30/computer.shtml
http://www.itespresso.it/eurostat-dipinge-unitalia-analfabeta-al-pc-20311.html
http://www.tvdigitaldivide.it/2012/01/30/internet-in-italia-100-delle-pa-e-online-ma-solo-il-10-dei-cittadini-le-sfrutta/
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d9db89cf-b71d-41f9-a5c7-58775d565fc1-radio1.html


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