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Diritto

Genitori separati: anche online il diritto di "visita" ai figli minori

di Laura Zammataro - Consulente di diritto informatico


Interessante decisione quella del Tribunale di Nicosia datata 22/04/08 in tema di diritto di visita del genitore non affidatario perché in essa per la prima volta vediamo valorizzato l'uso delle nuove tecnologie come strumento utile a rendere effettivo il diritto di visita del genitore non affidatario.

L'occasione per pronunciarsi sull'argomento si è presentata a quest'organo giudiziario in relazione a un ricorso per modifica delle condizioni di separazione.

Il caso esaminato dalla magistratura siciliana riguardava due coniugi separatisi consensualmente, di cui uno - la moglie - era risultato affidatario esclusivo dei due figli minori della coppia, mentre l'altro - il marito - aveva ottenuto il diritto di visita con modalità prefissate di comune accordo.

Successivamente alla separazione consensuale, tuttavia, il marito, vistosi privato in concreto del diritto di far visita ai figli minori, a seguito della decisione unilaterale della moglie di trasferirsi in un diverso Comune, lontano dalla precedente residenza, aveva deciso di presentare ricorso per ottenere la modifica della condizioni di separazione chiedendo la revoca dell'affidamento esclusivo della prole alla moglie, con passaggio all'affidamento condiviso.

Come è noto, la legge di riforma approvata nel 2006 ha introdotto importanti modifiche nei procedimenti per separazione e scioglimento del matrimonio che sono incentrate sull'affermarsi del concetto di “bigenitorialità” in luogo di quello di “monogenitorialità”. Questo concetto innovativo, che consiste nel riconoscimento dell'importanza per il minore, figlio di genitori separati, di conservare un rapporto equilibrato con entrambi i genitori e con i rispettivi rami parentelari, sta alla base dell'introduzione dell'affidamento condiviso, divenuto la regola, in punto di affidamento della prole in ambito di separazione, regola dalla quale il giudice può discostarsi unicamente motivando la sua decisione di affidare in via esclusiva il minore a un genitore piuttosto che all'altro in ragione dell'esclusivo interesse del minore. Non sarebbe, infatti, sufficiente, secondo parte della giurisprudenza, motivare la decisione di optare per l'affidamento esclusivo in luogo dell'affido condiviso, semplicemente in ragione della distanza tra le residenze dei due coniugi. Vi sono infatti decisioni che hanno affermato come l'affido condiviso possa essere applicato anche quando i coniugi vivono in Stati diversi. (v. L. De Sisto: “Sulla praticabilità dell'affidamento condiviso anche quando i genitori vivano in località molto distanti o addirittura in Stati diversi”, Giur. Merito, 2007, 3117).

La sentenza che qui si è presa a spunto di riflessione merita di essere segnalata non certo perché in definitiva con essa si nega al padre la richiesta di revoca di affidamento esclusivo attribuito alla madre, in favore di un affidamento condiviso ad entrambi i genitori - provvedimento dipeso dall'aver constatato il giudice, il permanere nel ricorrente di una tendenza all'aggressività, unitamente ad atteggiamenti di ostilità nei confronti della moglie, capaci di ostacolare il sano ed equilibrato sviluppo dei minori e di aumentarne il disagio derivante dalla disgregazione del nucleo familiare - bensì perché in essa vi si trova la valutazione dell'idoneità delle nuove tecnologie a fungere da ausilio a una situazione di diritto di visita in concreto negato.

Va detto che l'intervento dell'autorità giudiziaria non è stato per così dire “spontaneo”, dal momento che è stato il ricorrente a chiedere di poter far uso di un collegamento Internet in video-ripresa per parlare e vedere i figli, così da supplire la sua lontananza fisica da loro, venendo così ad accogliere un'istanza proposta dal ricorrente.

I motivi per valutare in positivo questa decisione non mancano in ogni caso, anche se lo slancio verso un provvedimento sicuramente innovativo viene in qualche modo frenato da due aspetti: