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TECHNE: E-GOVERNMENT NEL NORD-EST

Techne: Digitalizzazione della professione forense

Data pubblicazione: 01/12/2008
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copertina rivista techne
Techne dedica questo numero alla “digitalizzazione” della professione forense, dello studio legale ed agli aspetti problematici nell'uso delle tecnologie nell'avvocatura.
Sono passati diversi anni dalla pubblicazione del DPR 123/01 sulle regole relative al processo telematico (G.U. n. 89 del 17 aprile 2001) ed è stato recentemente pubblicato il DM il 17 luglio 2008, “Regole tecnico-operative per l'uso di strumenti informatici e telematica nel processo civile” corredato da un ponderoso Allegato A), che sostituisce il precedente DM del 14 ottobre 2004, n. 167. Tale decreto sarà probabilmente fatto oggetto di una serie di convegni che l'Avvocatura organizzerà prossimamente e di cui, in questa rivista, si darà conto.
Finita dunque la sperimentazione nelle sedi a suo tempo indicate dal Ministero della Giustizia, molti ordini professionali ed enti si sono abilitati come “ Punti di accesso” come si può constatare in Internet al link:http://www.processotelematico.giustizia.it/pdapublic/index.jsp?id=5&pid=5&sid=1
I tempi della digitalizzazione dell'avvocato sembrano essere maturi e si può pensare possibile un avvio non più sperimentale, ma “ordinario” del processo telematico e ciò anche grazie ad una serie di importanti iniziative intraprese dagli Ordini degli avvocati del Nordest, prima fra tutte quelle di Pordenone ed Udine.
In tali sedi è stato infatti avviato un sistema condiviso di gestione digitale della professione che si basa sull'utilizzo di una chiave elettronica (Business Key), utilizzata anche da Lextel, e ciò grazie a convenzioni stipulate tra gli Ordini con le locali Camere di Commercio ed Infocamere.
Il sistema permette di usufruire dei servizi di Posta Elettronica Certificata (P.E.C.) da usare nell'invio di comunicazioni informatiche a norma ed altresì per sottoscrivere, con dispositivi di firma digitale, atti e documenti informatici ai sensi del D.Lgs. 182/05 ed anche per ricevere i biglietti elettronici di Cancelleria spediti dagli Uffici Giudiziari con risparmi (ripetibili ogni anno)che possono sfiorare anche i settantamila euro per Cancelleria.
Naturalmente per stare nel processo telematica gli avvocati dovranno avere una Casella di Posta Elettronica Certificata per il Processo Telematico (C.P.E.C.P.T.) secondo i principi dettati dall'ordinamento.
Una rivoluzione necessaria che implica solo un impegno dell'Avvocatura ed un approccio “possibilista” dell'avvocato.
Se ci si consente un paragone la filosofia di fondo a cui si informa l'approccio info-telematico è la stessa che ha portato gli “scriba” dall'utilizzo dello scalpello e delle tavole di pietra o di creta a quello dell'inchiostro e della pergamena. Sembra allora venuto il tempo che dalla scrittura sulla carta si passi a quella sul bit.

Ma vediamo nel dettaglio.

In apertura GLAUCO RIEM prospetta una visione futuristica della gestione “automatizzata” della Giustizia completamente gestita dalla “macchina” dotata di sistemi esperti che tengano conto della sterminata conoscenza acquisita dall'umanità in questa materia ove l'Uomo-Giuridico sia chiamato solo ad implementare quelle conoscenze che “informano” l'esperienza del sistema.

MARCO VIANELLO, più prammaticamente, indica la via di un'avvocatura digitale proiettata nell'Europa in una E-Justice Strategy ove l'approccio e l'uso delle tecnologie necessariamente coinvolga tutte le parti che a diverso titolo approcciano alla Giustizia.

DAVID D'AGOSTINI ci impegna in una dotta disquisizione sui temi dell'open-source e illustra le opportunità che tali applicazioni offrono all'avvocato digitale.

CARLA SECCHIERI parla del processo telematico nella sede sperimentale del Tribunale di Padova delle traversie di allora e del cauto ottimismo di oggi.

GIORGIO BATTAGLINI affronta, con una sottile e realistica ironia, i temi della sicurezza informatica che tanto occupano l'attività dell'avvocato ai fini sì della tutela della riservatezza, ma anche degli aspetti meramente pratici della cosiddetta security chian che, nel processo telematico, è uno dei temi forse più caldi.

FABRIZIO PETTOELLO illustra le sue fondate teorie sull'approccio metodologico agli applicativi informatici di gestione dell'attività “seriale” forense e degli stessi Ordini degli Avvocati del Triveneto con un occhio attento alla verifica della “produttività” sorta di controllo di gestione a futura memoria.

EMANUELE FORNER affronta invece con un taglio asciutto i temi legati agli standard operativi del processo telematico dandoci una ferma opinione in merito alle libertà individuali così come scaturiscono dall'intento del legislatore che ha scritto la norma e come invece appaiono nella realtà.

DARIO OBIZZI tratta il tormentato e mai abbastanza esaurito tema della firma digitale e ciò anche alla luce dell'utilizzo della posta elettronica certificata e della rilevanza giuridica dei “nuovi sistemi” di gestione documentale che coinvolgono l'Avvocatura.

GIULIA FERRARESE delinea i limiti di utilizzabilità dei dati personali nell'ambito processuale e prospetta i contrapposti interessi tra la protezione delle informazioni ed il diritto alla difesa, delineando le numerose problematiche legate ad un illecito utilizzo delle stesse con notazioni sull'utilizzabilità dei documenti che le contengono. Il tutto è corredato da brevi cenni sull'evoluzione in punto della giurisprudenza.

FEDERICO CECCHIN, nella sua vignetta, illustra, infine, sua personale interpretazione della “mischia info-processuale” fra avvocati misoneisti ed informatici.

Scarica il numero (468 kb)

Fonte: Rivista Techne



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