
«Techne» dedica questo numero agli aspetti problematici della diffusione delle reti e della fibra ottica, al digital divide ed alle discrasie che vedono, da una parte, un legislatore che ha enormemente accelerato le norme che regolano la digitalizzazione dell'Amministrazione Pubblica nella gestione dell'erogazione dei servizi al cittadino ed alle imprese e, dall'altra, l'endemica carenza delle infrastrutture di rete distribuite sul territorio italiano e la carente conoscenza dei fenomeni e degli approcci che il ‘semplice' cittadino e gli operatori economici hanno del fenomeno.
In punto è stato ‘pubblicato' on-line il rapporto di Francesco Caio che - in qualità di consulente del governo Italiano - ha analizzato, suo modo, dettagliatamente la situazione legata alla capacità di connessione e trasmissione delle informazioni in rete.
In 103 pagine il Rapporto Caio evidenzia che l'Italia è in serio ritardo rispetto a molti Paesi - solo il 2,7% dei collegamenti è in fibra ottica - e che anche nel Friuli Venezia Giulia e Veneto le popolazioni allacciate alle centrale telefoniche abilitate alla banda larga hanno una copertura che va dall'83 al 92%.
In molti passaggi della sua analisi il Rapporto Caio sembra stigmatizzare il comportamento dell'ex monopolista del servizio di telecomunicazioni e sottolinea lo scarso coordinamento delle iniziative e degli interventi fra regioni, province e comuni; la carenza della pianificazione; la duplicazione delle reti esistenti e la mancanza di un adeguato sistema di monitoraggio e di verifica della progressione dell'infrastrutturazione di rete a grande capacità trasmissiva.
Il rapporto indica anche soluzioni al problema attraverso l'uso di un mix di diverse tecnologie trasmissive fisse e radio e naturalmente al maggiore coordinamento tra Stato e regioni su obiettivi specifici e condivisi oltre che ad un costante processo strutturato di verifica dello stato di avanzamento della realizzazione delle infrastrutture necessarie a garantire una copertura pari al 98-99% del territorio; ad una banda minima garantita di due megabit e ad un tempo di realizzazione fissato entro la fine del 2011.
Anche Confindustria ha pubblicato un suo studio - Servizi e infrastrutture per l'innovazione digitale del paese - e lo sta presentando in una serie di convegni organizzati delle singole sedi delle Unioni degli Industriali, in tutta Italia; detto studio propone anche una serie di soluzioni che risultano essere una vera e propria sferzata propositiva al ‘Sistema Italia'. Lo studio, di amplissima portata, elenca i maggiori problemi sul campo e predispone una serie di proposte solutive.
In questa ‘discussione' che si sta facendo sempre più accesa «Techne» intende proporre una serie di considerazioni che comprendono una breve analisi delle diverse problematiche a livello nazionale e alcune analisi di ordine pratico in tema di infrastrutturazione delle reti sul territorio del Nord-Est. Secondo uno studio delle Università di Oxford e di Oviedo l'Italia è scesa nella ‘graduatoria' dei servizi in rete dalla trentatreesima alla trentottesima posizione; secondo il detto studio l'Italia sarebbe meno competitiva della Polonia, della Turchia e dell'Irlanda.
La situazione ha bisogno allora di soluzioni a breve: come potrà infatti essere affrontata la ‘modernizzazione' dell'Italia digitale che postula, con il Codice dell'Amministrazione Digitale, la dematerializzazione documentale e la completa info-telematizzazione dei flussi amministrativo-gestionali e che, invece, si deve sempre più confrontare con la carenza di banda di trasmissione.
In apertura una breve nota del neo eletto governatore della regione Veneto LUCA ZAIA.
EGIDIO CADAMURO, presidente di ASCOTLC, illustra la struttura operativa e gli obiettivi della società ad intero capitale pubblico che, con circa 1700 chilometri di fibra ottica posati, si appresta a distribuire larga banda a tutto il territorio del Nord-Est.
LUCA MONTESSORO, ordinario di Informatica di base e reti presso la Facoltà di Ingeneria dell'Università di Udine, delinea, congiuntamente a DAVID LICURSI, attuale Network Infrastructure Manager di Insiel, la diffusione e lo ‘stato dell'arte' della rete a larga banda in Italia e in Friuli Venezia Giulia.
STEFANO PILERI, presidente dei Servizi Informativi di Confindustria, illustra le prospettive e le soluzioni individuate appunto da Confindustria in un articolato studio recentemente pubblicato dalla Confederazione.
SERGIO BONORA, amministratore delegato dei Laboratori Marconi, affronta l'argomento di vitale interesse per il ‘funzionamento' della Sanità Pubblica relativamente ai processi di networking nelle strutture sanitarie.
GILBERTO MARZANO, consulente in tema di conservazione documentale, in un breve e dotto intervento, fa un po' di storia del digital divide e prospetta alcuni aspetti di possibile soluzioni.
In ultimo la ‘visione' di FEDERICO CECCHIN sul tema ‘larga banda'.
Fonte: Rivista Techne