Negli ultimi dieci anni l'uso dei computer e di tutte le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione si è diffuso in modo così capillare e veloce in quasi tutti gli Stati del pianeta, tanto che l'avvento commerciale del web è stato definito come una vera e propria “rivoluzione informatica”. Le nuove tecnologie di rete ed internet consentono, infatti, di andare ben oltre la semplice automazione, realizzando nuovi modelli operativi caratterizzati da maggiore efficienza, semplificazione e trasparenza delle diverse attività gestionali operative e questo vale sia nel settore privato che in quello pubblico. La necessità di sostenere questa trasformazione conferendo certezza e validità giuridica ai nuovi strumenti digitali è il motivo per cui è stato varato il Codice dell'amministrazione digitale, una nuova risorsa per il Paese, coerente con l'impegno di Governo per l'adozione di testi unici che rendano le leggi esistenti più efficaci e più semplici.
Infatti con il D.Lgs. n. 82 del 7.3.2005 (G.U. n. 93 del 16.5.2006) e successive importanti modifiche apportate dal D.Lgs. n. 159 del 4.4.2006 (G.U. del 29.4.2006) l'Italia è tra le prime nazioni al mondo a dotarsi di un simile strumento normativo, frutto di una rielaborazione in chiave moderna delle numerose leggi e norme che riguardano l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione da parte degli uffici pubblici nei rapporti con cittadini e imprese, e la loro adozione nei rapporti giuridici tra privati.
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