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E-GOVERNMENT

Il ruolo della Pubblica Amministrazione nell’economia digitale

Data pubblicazione: 10/07/2009
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Come gestire l'innovazione organizzativa e tecnologica.

di Antonio Biasi, "L'Economia della Marca Trevigiana" n.3 - 2009

 

La tecnologia dell'informazione e della comunicazione, in sigla “TIC, in inglese Information and Communication Technology, in sigla “ICT, è l'insieme di studio, progettazione, sviluppo, implementazione, supporto e gestione dei sistemi informativi computerizzati con particolare attenzione alle applicazioni software ed ai componenti hardware che le ospitano. Il fine ultimo dell'ICT è la manipolazione dei dati tramite conversione, immagazzinamento, protezione, trasmissione e recupero sicuro delle informazioni. Non risulta tuttavia facile fornirne una definizione univoca, poiché non ne esiste una generale e condivisa. L'ICT può essere considerata anche come risorsa essenziale delle organizzazioni, all'interno delle quali diventa sempre più importante riuscire a gestire in maniera rapida, efficace ed efficiente il volume crescente di informazioni. Proprio per questo motivo l'ICT va considerata come arma strategica in grado di mettere a disposizione dati e conoscenze qualitativamente migliori nell'ambito dell'organizzazione, e grazie alla diffusione della tecnologia e dell'interconnettività, può aiutare le organizzazioni a ridefinire i propri rapporti con clienti, fornitori e altre organizzazioni attraverso il cosiddetto IT Service Management (ITSM). L'Information Technology è anche un ambito di studio che si occupa dell'archiviazione, dell'elaborazione, della trasformazione e della rappresentazione delle informazioni con l'aiuto del computer e delle tecnologie a esso connessi.

Nell'attuale contesto mondiale si stanno attuando numerosi avvenimenti che richiedono ai governi centrali e locali di assumere sempre di più un ruolo guida attivo nella promozione della digitalizzazione. Anche in Italia, il Forum per la società dell'informazione ha affrontato più volte il tema della ricostruzione dell'idea di governo (reinventing governance) e delle attività pubbliche (reinventing government) attraverso le nuove tecnologie. In particolare, sono stati identificati alcuni fenomeni rilevanti che rientrano tra le ragioni per cui è ormai indispensabile per il settore pubblico essere on line:

  • la diffusione dei saperi, il potenziamento dei sistemi e delle reti informative, che aumenterebbero la consapevolezza e la maggiore partecipazione ai processi decisionali soprattutto da parte dei cittadini e delle imprese che hanno sviluppato una cultura informatica;
  • le esigenze delle nuove generazioni, “naturalmente informate all'uso di internet”, insieme alle necessità delle altre generazioni che comunque sono state abituate a usufruire di servizi e delle informazioni dal settore privato a prescindere da giorni o dagli orari (si pensi ad esempio ai numeri verdi attivi 24 ore al giorno o alla possibilità di poter gestire operazioni e transazioni finanziarie su internet in qualsiasi momento);
  • la presunta riduzione dei costi, le economie di scala, l'innalzamento dell'efficienza dei processi interni. In particolare l'e-procurement, ossia l'acquisto di beni e servizi effettuato on line dalla PA, è considerato uno strumento ideale in grado di permettere drastiche diminuzioni della spesa, soprattutto in termini di costi amministrativi.


Per comprendere i cambiamenti interni che la pubblica amministrazione sta portando avanti è importante osservare quelli esterni che si trova ad affrontare. Le considerazioni sopra riportate si riferiscono a ciò che può essere definito “il ruolo del governo nella società dell'informazione”. Un altro filone di ricerca è poi rappresentato dal compito e dalle funzioni della PA nell'economia digitale. Un forte impulso a tale dibattito è stato dato anche da alcuni interventi di Alan Greenspan, ex presidente della Federal Riserve americana, secondo il quale stiamo vivendo in un periodo decisivo nella storia dell'economia occidentale. Questo cambiamento epocale, però, non trova un adeguato supporto nelle regole preesistenti, relative al compito della PA. “L'economia attuale - afferma Greenspan - non ha precedenti nella nostra storia. Il tipo di politiche che dobbiamo sviluppare deve riflettere la natura delle nuove logiche e paradigmi economici. Un numero piuttosto consistente di strumenti di cui disponevamo si dimostra oggi inadeguato”. Questioni particolarmente critiche riguardano soprattutto il ruolo del governo rispetto alle ICT, in termini di aumento dell'efficienza interna del settore, decisioni sulla produzione di beni e servizi, regolamentazione delle attività del settore privato.

Il passaggio attuale dell'economia nei paesi occidentali verso una produzione ad alta concentrazione di informazione delinea un quadro in cui il compito del governo nei processi produttivi e in quelli regolamentativi si accentua fortemente ma, al tempo stesso, evidenzia carenze organizzative da colmare. In particolare, si possono individuare tre aspetti rilevanti che richiedono l'intervento pubblico.

  • L'informazione ha una natura prevalente di “bene pubblico collettivo”. Secondo questa definizione essa si avvicinerebbe al paradigma del bene con costo marginale tendente a zero e non escludibile, per cui fornire il bene a un utente aggiuntivo non ne aumenta il costo, ed è impossibile escludere l'utente dall'usufruire del bene in questione. L'economia digitale, information-based, richiederebbe quindi un elevato livello di produzione di beni (e servizi) pubblici collettivi, che contrasterebbe con l'approccio di Smith al laissez-faire;
  • In un mondo di attività e relazioni sociali basate sull'informazione si creano forti esternalità di rete, in presenza delle quali il settore privato potrebbe non svilupparsi adeguatamente, o comunque evolvere verso una specifica tecnologia che non è la migliore possibile, ma è quella più utilizzata. “In un mondo virtualizzato non ci si può aspettare che il mercato vada nella giusta direzione”.
  • C'è il rischio che si crei un oligopolio di fatto, per un meccanismo di “winner take all” (chi vince prende tutto), ossia le aziende e le organizzazioni che si distinguono anche di poco dalle concorrenti in termini di qualità o innovatività di prodotto, vedono enormemente amplificato il proprio vantaggio competitivo.


Esiste il rischio che questo fenomeno aumenti le sperequazioni reddituali e richieda eccessivi investimenti da parte delle aziende in qualsiasi campo nel tentativo di conquistare il primato nel settore di riferimento. I risultati di questo fenomeno, dunque, possono dimostrarsi socialmente inefficienti e richiedere l'intervento preventivo, regolatore e correttivo del governo.

In conclusione quindi le caratteristiche dell'economia digitale necessitano di un intervento e conferiscono un ruolo fondamentale alla pubblica amministrazione. Per essere in grado di gestire l'innovazione al proprio interno e nelle relazioni con il settore privato e i cittadini, si richiede alla PA uno sforzo principalmente organizzativo, prima ancora che tecnologico.



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