I Digital Rights Management ovvero nuovi strumenti di autotutela tecnologica contro la contraffazione delle opere digitali.
L'utilizzo sempre più diffuso delle tecnologie digitali in ambito industriale ha comportato una vera e propria rivoluzione nel campo della realizzazione e dello sfruttamento delle opere dell'ingegno.
Nel passato lo sfruttamento dell'idea si concretizzava nel riconoscimento all'autore di un'esclusiva di riproduzione e di distribuzione dell'opera stessa che gli consentiva di controllarla facilmente determinando la quantità di prodotti disponibili sul mercato.
Attualmente, invece, il fenomeno della digitalizzazione porta come conseguenza la possibilità di una infinita e incontrollata riproduzione delle opere. La creazione dell'ingegno è, infatti, sempre più spesso un prodotto dematerializzato, per cui è molto ridotta l'utilizzazione di supporti, ovvero del cosiddetto corpus mechanicum, che un tempo costituiva il vero mezzo di comunicazione e diffusione, nonché l'oggetto stesso della tutela giuridica offerta agli autori. Da ciò deriva il fatto che la trasferibilità dell'opera oggi è più facile e veloce di un tempo, per di più con costi di trasferibilità sempre più bassi, tuttavia, l'autore si trova in una situazione di svantaggio per la crescente difficoltà di controllare l'opera da lui creata.
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