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BREVETTI E MARCHI

I nomi a dominio internazionalizzati

di Laura Zammataro - Consulente di diritto informatico

Data pubblicazione: 24/11/2009
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In occasione del meeting annuale, tenutosi a Seul dal 26 al 30 ottobre 2009, l’ICANN (= Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) è giunta all’approvazione definitiva del progetto di implementazione dei nomi a dominio internazionalizzati nell’attuale sistema di registrazione dei nomi a dominio.

Che cosa sono i nomi a dominio internazionalizzati (= IDN - Internationalized Domain Names)? Per rispondere a questo interrogativo è necessario fare alcune premesse.
I nomi dei siti Internet (= URL), come ben si sa, sono composti da una parte denominata “dominio” che è definita da uno specifico standard internazionale basato sull’alfabeto latino e che viene convertita dai computer in un codice chiamato ASCII. Questo standard per i nomi a dominio non permette l’utilizzo di caratteri non latini, per cui fin dagli esordi della sua adozione sono sorti dei problemi con alcune lingue che non risultavano convertibili in questo codice.
In altre parole le lingue che si affidano completamente alla rappresentazione del carattere, come il cinese, l’arabo, l’ebraico, l’hindi ecc…, o che utilizzano segni diacritici ( dieresi, cediglia, ecc… ), come il francese, il tedesco, lo spagnolo, ecc…, sono state necessariamente escluse dalla registrabilità come nome a dominio, al fine di salvaguardare la stabilità del Domain Name System.

Gli sforzi per giungere a un metodo di internazionalizzazione dei nomi a dominio che tenesse conto di queste problematiche, superandole, portarono intorno al 1998 all’adozione di un sistema chiamato “Internationalizing Domain Names in Applications ( = IDNA ), cioè di un sistema di conversione basato su di un’applicazione in grado di effettuare conversioni dalla rappresentazione “restricted ASCII” a quella “non-ASCII” e viceversa. Questo sistema poteva essere impiegato con successo solo a quegli alfabeti cui l’algoritmo IDNA di conversione ToASCII risultava applicabile. In Giappone, per esempio, si sono potuti registrare nomi a dominio internazionalizzati con estensione .jp e successivamente .info fin dal 2004. Il sistema di conversione, tuttavia, non riguardava altri alfabeti.

Nel 2008 l’Internet Engineering Task Force ha formato un nuovo gruppo di lavoro cui è stato affidato il compito di rimodernare il corrente protocollo IDNA.
Tale gruppo è giunto all’elaborazione di un nuovo sistema in grado di superare le difficoltà tecniche che impedivano l’utilizzo di alfabeti con caratteri non latini, compiendo così un ulteriore passo avanti verso la completa internazionalizzazione dei nomi a dominio in Internet.
Quando questo sistema, approvato come si è detto in occasione del vertice di Seul, sarà operativo qualunque persona in ogni angolo del pianeta potrà navigare sul web utilizzando il proprio linguaggio scritto nativo. E’ evidente che ciò renderà il web più accessibile a milioni di utenti che vivono in regioni in cui l’utilizzo di Internet sta registrando crescite vertiginose, con conseguente inclusione, nel sistema, di paesi sempre più strategici, come Russia e Cina. Già per la metà del 2010 dovrebbero essere disponibili i primi domini non latini, a cui l’ICANN sta lavorando con la sperimentazione delle procedure da due anni.





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